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▸ OLTRE LA TANA DEL CONIGLIO

I Ricordi delle Meraviglie

Mekhadia, una giovane donna, insegue un coniglio parlante nel Paese delle Meraviglie per recuperare un medaglione appartenuto a sua madre. Scopre che il ciondolo è la chiave per il 'Cuore delle Meraviglie', un meccanismo che la Regina di Cuori vuole usare per scopi nefasti. Alleandosi con Mekhallix, un inventore i cui progetti sono stati rubati dalla Regina, Mekhadia scopre un legame tra il passato di sua madre e il futuro di Mekhallix. Insieme devono fermare la Regina prima che scateni una creatura d'ombra e distrugga il regno, trovando infine la vera strada verso casa.

Adatta il testo del libro allegato per questo numero, in una versione estesa di 28 pagine, ricca di dettagli, atmosfera e sviluppo dei personaggi. La storia segue Mekhadia e Mekhallix alla festa del tè del Cappellaio Matto, dove scoprono che i loro destini sono intrecciati attraverso il Cuore delle Meraviglie, il medaglione della madre di Mekhadia e i progetti rubati di Mekhallix. Lo Stregatto li guida al Mercato dei Ricordi, dove vedono una visione della madre di Mekhadia che chiede a Mekhallix di promettere di non lasciarla sola. Braccati dalle guardie della Regina e dal Bianconiglio, fuggono attraverso il Labirinto delle Rose e resistono alle illusioni create dai loro desideri più profondi. Nel palazzo della Regina scoprono i progetti di Mekhallix modificati per aprire molte porte e un messaggio scritto dalla madre di Mekhadia che avverte di non permettere l'apertura del Cuore. La Regina non deve apparire puramente malvagia: la sua ossessione e le sue scelte pericolose devono emergere insieme alla tensione crescente verso il Cuore. Catturati e portati a processo in un tribunale caotico, Mekhadia e Mekhallix riescono a fuggire quando il Cappellaio crea disordine e il Bianconiglio fa volare in aria il medaglione. Mekhadia lo afferra, il ciondolo si ricompone magicamente intorno al suo collo mentre il castello trema, e Mekhallix le grida: «Adesso possiamo correre». Mantieni un forte mistero sul medaglione e sulla madre di Mekhadia, sviluppa gradualmente la fiducia e la complicità tra Mekhadia e Mekhallix, conserva l'umorismo surreale del Paese delle Meraviglie ma con un sottostante senso di pericolo, e termina esattamente con la fuga verso il Cuore senza anticipare gli eventi del numero successivo. Il testo del libro allegato è la fonte narrativa autorevole: adattalo fedelmente, ampliandone il respiro in 28 pagine senza aggiungere o rimuovere i punti principali.

FantasyManhwaItalian28 pages
▸ CAST

CHARACTERS

Bianconiglio

supporting

Bianconiglio, coniglio antropomorfo bianco dall’aspetto elegante e leggermente inquieto. Ha grandi occhi espressivi, orecchie lunghe, pelo bianco morbido e ordinato e un atteggiamento sempre agitato, come se fosse costantemente in ritardo o stesse nascondendo qualcosa. Indossa un raffinato panciotto color borgogna/rosso scuro con piccoli dettagli dorati, una camicia chiara, un papillon elegante e porta sempre con sé un antico orologio da tasca dorato. Può avere anche un piccolo monocolo o dettagli aristocratici discreti, senza renderlo troppo caricaturale. All’inizio della storia porta per un breve periodo al collo il medaglione rubato a Mekhadia. Il contrasto tra il medaglione delicato e il suo abbigliamento rosso deve renderlo immediatamente visibile nelle vignette. Il Bianconiglio è estremamente ansioso, frettoloso e facilmente spaventabile. Controlla continuamente l’orologio, parla velocemente e spesso sembra sul punto di fuggire. Non è però malvagio: esegue gli ordini della Regina di Cuori perché lei tiene prigioniera la sua famiglia. Per questo, quando ruba il medaglione a Mekhadia, deve mostrare senso di colpa e disagio, soprattutto nello sguardo e nelle orecchie abbassate. Con il progredire della storia emerge il suo lato coraggioso: comincia ad aiutare Mekhadia e Mekha di nascosto, fornisce loro informazioni, li conduce verso il Cuore delle Meraviglie e durante il processo finge accidentalmente di urtare la Regina per permettere a Mekhadia di recuperare il medaglione. Espressioni ricorrenti: occhi spalancati, agitazione, paura della Regina, sguardo colpevole, orecchie dritte quando è allarmato e abbassate quando è triste o dispiaciuto. Nei momenti comici deve risultare buffo e frenetico; nei momenti seri deve far capire che vive sotto pressione e non sta agendo liberamente. Atmosfera: personaggio fiabesco elegante, surreale e misterioso, coerente con un Paese delle Meraviglie leggermente dark ma colorato.

Cappellaio Matto

supporting

Un uomo eccentrico ed energico, con capelli selvaggi e arancioni che spuntano da sotto un grande cilindro. I suoi vestiti sono un miscuglio di colori e stili sgargianti. I suoi occhi brillano di una follia gioviale.

Brucaliffo

supporting

Brucaliffo, grande bruco magico del Paese delle Meraviglie, dall’aspetto elegante, misterioso e leggermente surreale. Ha un corpo lungo e morbido, suddiviso in segmenti, con tonalità blu, turchesi e azzurro intenso e leggere sfumature violacee. Il viso è espressivo ma quasi sempre tranquillo, con occhi socchiusi e intelligenti che danno l’impressione che sappia molto più di quanto voglia raccontare. Vive sopra un enorme fungo blu nel cuore del bosco e porta con sé una lunga pipa fiabesca dalla quale escono nuvole di fumo magico. Il fumo può assumere forme precise mentre parla: punti interrogativi, porte, chiavi, volti o immagini simboliche legate alle sue parole. L’effetto deve risultare magico e misterioso, non realistico. Il Brucaliffo parla lentamente, con calma esasperante, e non sembra mai avere fretta. Risponde spesso alle domande con altre domande o con frasi enigmatiche. Non è ostile a Mekhadia, ma si diverte a costringerla a ragionare invece di darle subito le risposte. Personalità: saggio, enigmatico, ironico, paziente e leggermente provocatorio. Raramente mostra sorpresa o paura. Ha un atteggiamento quasi filosofico e osserva le persone come se cercasse di capire chi siano veramente. Quando Mekhadia gli dice di non sapere più chi sia dopo essere diventata più volte grande e piccola, lui considera la sua risposta perfettamente normale. Nella storia incontra Mekhadia quando lei è diventata minuscola dopo essere uscita dalla casa del Bianconiglio. È lui a spiegarle che i due lati del fungo possono modificare le sue dimensioni: un lato fa crescere, l’altro fa diminuire. Non specifica però immediatamente quale sia quale, costringendola a sperimentare. Quando Mekhadia prova il fungo, inizialmente il suo collo diventa lunghissimo e supera le cime degli alberi, facendo fuggire alcuni uccelli che la scambiano per un serpente. Dopo alcuni tentativi riesce finalmente a recuperare la propria altezza normale e conserva alcuni pezzi del fungo per utilizzarli successivamente durante l’avventura. Il Brucaliffo conosce inoltre qualcosa sul medaglione di Mekhadia e sul vero pericolo nascosto nel Paese delle Meraviglie. Quando lei gli chiede informazioni, utilizza il fumo della pipa per creare l’immagine di una grande porta. Qualcosa colpisce la porta dall’altra parte. In quel momento il Brucaliffo perde per un attimo il suo atteggiamento ironico e pronuncia seriamente: «Non tutte le porte sono state create per essere aperte.» È uno dei primi indizi sul Ciciarampa, anche se il Brucaliffo non ne pronuncia ancora il nome. Quando Mekhadia gli chiede dove trovare qualcuno che possa conoscere la storia del medaglione, lui la indirizza verso il Cappellaio Matto dicendole semplicemente: «Lui ricorda.» Espressioni ricorrenti: occhi socchiusi, aria contemplativa, piccolo sorriso ironico, sguardo impassibile davanti alle proteste di Mekhadia. Nei rarissimi momenti in cui diventa serio, apre maggiormente gli occhi e il fumo intorno a lui diventa più scuro, facendo capire immediatamente che ciò che sta dicendo è importante. Colori principali: blu intenso, turchese e azzurro, con leggere sfumature viola e riflessi luminosi. Il fungo su cui siede può essere blu scuro con puntini luminosi o dettagli argentati. Il fumo della pipa può avere leggere tonalità azzurre e violacee.

Ombrafauce

antagonist

Una creatura mostruosa fatta di ombra, squame e frammenti di ricordi rubati. Non ha una forma fissa, ma artigli affilati e una presenza terrificante emergono dalla sua massa oscura. È un'entità interdimensionale.

Guardia Cuorrossa

Guardia della Regina di Cuori

Carta da gioco antropomorfa a forma di cuore rosso, con volto severo, braccia e gambe sottili, uniforme da guardia della Regina e dettagli bianchi e neri da carta da gioco.

Regina di Cuori

antagonist

Una donna imponente e autoritaria, non più giovane ma ancora formidabile. Indossa un sontuoso abito rosso e nero con motivi a cuore. Porta una corona e ha un'espressione severa e orgogliosa. In passato era amica della madre di Mekhadia.

Donna Elegante

Alleata ambigua, esperta di laboratori dimensionali e dei progetti dell'innesto di Mekhallix

Donna adulta e longilinea, con capelli blu cobalto e occhi violacei raccolti da una spilla a forma di cuore d'oro, vestita con un impeccabile abito di velluto bordeaux e nero a collo alto e guanti eleganti.

Stregatto

supporting

Stregatto, gatto magico del Paese delle Meraviglie, dall’aspetto elegante, surreale e leggermente misterioso. Ha un corpo snello e flessibile, pelo soffice con tonalità scure o violacee/bluastre, striature leggere e un aspetto fiabesco ma un po’ inquietante. I suoi occhi sono grandi, luminosi e molto espressivi, con uno sguardo furbo, intelligente e quasi onnisciente. Il suo tratto più iconico è il sorriso enorme, ampio e inconfondibile, che spesso rimane visibile anche quando il resto del corpo svanisce. Può apparire e scomparire gradualmente, lasciando visibili prima gli occhi, poi il sorriso, oppure sparendo al contrario fino a lasciare soltanto il sorriso sospeso nell’aria. Quando si manifesta, attorno a lui può esserci una lieve aura magica o un effetto di dissolvenza/fumo, per sottolineare la sua natura irreale. Lo Stregatto non indossa veri abiti, ma il suo design deve essere raffinato, fiabesco e memorabile. Il corpo e il volto devono essere molto espressivi, capaci di passare dall’ironia alla calma, fino a una strana serietà nei momenti più importanti. Personalità: enigmatico, sarcastico, brillante e giocoso. Si diverte a confondere Mekhadia con risposte ambigue, battute e osservazioni surreali, ma non è crudele. Dietro il suo atteggiamento da provocatore si nasconde un alleato importante: osserva tutto, comprende il funzionamento profondo del Paese delle Meraviglie e conosce segreti che rivela solo poco alla volta. Deve trasmettere la sensazione di essere imprevedibile ma mai davvero ostile. Nella storia compare spesso nei momenti di smarrimento o di svolta, offrendo indizi importanti senza spiegare mai tutto apertamente. È lui a dare alcuni dei primi avvertimenti sulle porte che non devono essere aperte e sul fatto che non tutte le cose del Paese delle Meraviglie vanno seguite alla lettera. Nel finale torna ad avere un ruolo più serio e aiuta a fermare il Ciciarampa. Espressioni e atteggiamento: sorriso costante o quasi costante, occhi furbi, pose rilassate e teatrali, movimenti fluidi e innaturali. Quando parla può sembrare divertito, ma nei momenti cruciali il suo tono deve diventare più profondo e misterioso. Atmosfera: creatura iconica, affascinante e surreale, a metà tra guida, imbroglione e osservatore onnisciente.

Mekhallix

protagonist

uomo adulto, co-protagonista della storia. Ha un aspetto affascinante ma naturale, lineamenti decisi, sguardo intelligente e attento, espressione spesso seria o concentrata ma capace di diventare ironica e calda nei momenti più intimi. Deve risultare visivamente diverso da Mekhadia, più pratico e razionale, ma complementare a lei. Ha capelli neri di media lunghezza, leggermente spettinati in modo naturale, e uno stile curato ma non troppo elegante. Il suo abbigliamento deve avere un’impronta steampunk-fiabesca discreta, coerente con il Paese delle Meraviglie: giacca scura o blu notte, camicia chiara, pantaloni pratici, stivali e piccoli dettagli metallici o in ottone legati al suo ruolo di progettista/inventore. Può portare una cintura con tasche per strumenti, una matita, piccoli componenti o fogli arrotolati. Non deve sembrare un guerriero, ma qualcuno abituato a costruire, osservare e capire i meccanismi. I colori principali consigliati sono blu notte, grigio antracite, ottone e piccoli dettagli bordeaux, così si abbina visivamente a Mekhadia senza confondersi con lei. Personalità: intelligente, pratico, strategico, paziente e ironico. Tende a ragionare prima di agire, mentre Mekhadia segue più spesso l’istinto. Ha un sarcasmo asciutto e reagisce alle assurdità del Paese delle Meraviglie con commenti brevi e rassegnati. Non è freddo: semplicemente dimostra ciò che prova più attraverso i gesti che attraverso grandi discorsi. È molto legato ai propri progetti, non solo perché rappresentano mesi o anni di lavoro, ma perché contengono una parte importante della sua identità e della sua creatività. La Regina di Cuori glieli ruba con l’inganno e li utilizza per ricostruire il Cuore delle Meraviglie, motivo per cui Mekhallix entra nel conflitto non soltanto per recuperarli ma anche per impedirne un uso pericoloso. All’inizio della storia Mekhallix e Mekhadia non si conoscono ancora. Si incontrano alla festa del Cappellaio Matto. Il loro rapporto parte con curiosità, diffidenza e piccole battute reciproche. Gradualmente diventano una vera squadra: Mekha cerca di proteggerla senza trattarla come una persona fragile e Mekhadia lo spinge a fidarsi maggiormente dell’istinto e delle persone. Una parte fondamentale del personaggio è il misterioso legame con la madre di Mekhadia. Nei ricordi del Paese delle Meraviglie appare accanto a lei molti anni prima, anche se per Mekhallix quell’incontro non è ancora avvenuto. In seguito il Cuore delle Meraviglie lo trascina nel passato, permettendogli di incontrarla davvero e chiudendo il paradosso temporale. La madre di Mekhadia si fida di lui e gli chiede: «Quando arriverà il momento… non lasciarla sola.» Mekhallix le promette di farlo. Quando torna nel presente, ricorda finalmente tutto e il suo legame con Mekhadia acquista un significato ancora più profondo. Mekhallix non deve comportarsi come un eroe perfetto. Può essere confuso, infastidito, ironico, preoccupato e a volte testardo. Il suo coraggio emerge soprattutto nelle scelte: nel Labirinto delle Rose rinuncia all’illusione di recuperare immediatamente i propri progetti quando sente Mekhadia chiamarlo; nel finale rischia di entrare nel Cuore per impedire al Ciciarampa di attraversare. Espressioni ricorrenti: sguardo concentrato davanti ai meccanismi, sopracciglio sollevato davanti alle assurdità, mezzo sorriso sarcastico, espressione protettiva e preoccupata verso Mekhadia, stupore sincero nei momenti in cui ricorda il passato. Nelle scene con Mekhadia deve esserci una crescente complicità visiva: sguardi, mani che si cercano durante la fuga, piccoli sorrisi e gesti spontanei più che romanticismo eccessivamente melodrammatico. Atmosfera generale: co-protagonista fantasy/steampunk elegante, intelligente e affidabile, perfetto contrasto con la spontaneità e il lato emotivo di Mekhadia.

Rosa Rossa

supporting

Rosa Rossa parlante, fiore magico del Paese delle Meraviglie con un grande bocciolo rosso vellutato, petali ricchi e leggermente arricciati, gambo verde elegante e foglie espressive che usa quasi come mani. Il volto deve essere integrato naturalmente nel centro del fiore, con occhi molto espressivi e una bocca capace di assumere espressioni teatrali, curiose, scandalizzate o divertite. Ha un aspetto raffinato e quasi aristocratico, ma non inquietante. Deve sembrare parte naturale del giardino incantato, mantenendo però una forte personalità visiva. I petali possono muoversi leggermente quando parla o si emoziona, come se fossero parte delle sue espressioni. Personalità: teatrale, curiosa, un po’ pettegola, vanitosa e drammatica. Ama parlare come se ogni informazione fosse un grande segreto. A volte dice frasi misteriose semplicemente perché le piace creare suspense. Non è cattiva e non vuole realmente mettere Mekhadia in pericolo; al contrario, è uno dei primi personaggi a darle un indizio importante sulla Regina di Cuori. Quando vede il medaglione rubato al collo del Bianconiglio, cambia immediatamente atteggiamento e pronuncia con tono serio: «La Regina lo stava aspettando.» Questo deve essere uno dei primi momenti in cui il tono della storia passa dalla comicità al mistero. Espressioni ricorrenti: sopracciglia immaginarie sollevate, occhi spalancati quando vuole fare la drammatica, aria offesa se qualcuno la interrompe, sorriso soddisfatto quando conosce un pettegolezzo importante. Colori principali: petali rosso intenso e vellutato, foglie verde scuro, piccoli dettagli luminosi o dorati dovuti alla magia del giardino. Deve distinguersi immediatamente dagli altri fiori ed essere chiaramente la “Rosa principale” con cui Mekhadia dialoga.

Giglio Bianco

supporting

Un magnifico giglio bianco dalle dimensioni di una persona adulta, con sei petali bianchi puri e luminosi che irradiano una luce argentata fredda. Il fiore ha un centro dorato con stami lunghi e delicati che vibrano leggermente quando parla. Lo stelo è di un verde pallido, quasi traslucido, con foglie allungate e eleganti. L'aura luminosa intorno al giglio è di un bianco-argento freddo, quasi lunare, che conferisce un'atmosfera mistica e contemplativa. Come la Rosa Rossa, non ha un volto umano, ma i petali si muovono e si orientano per comunicare. Quando sussurra rivelazioni, i petali si inclinano delicatamente verso l'ascoltatore. La luce che lo circonda diventa più intensa e fredda quando condivide informazioni importanti sul passato.

Tulipano

supporting

Tulipano parlante, fiore magico del Paese delle Meraviglie con un grande bocciolo elegante e ben definito, petali lisci e luminosi, gambo verde sottile ma flessibile e foglie che utilizza per gesticolare mentre parla. Il volto è integrato naturalmente al centro del fiore, con occhi vivaci e una bocca molto espressiva. Il suo aspetto deve essere allegro e fiabesco, meno aristocratico della Rosa Rossa e più semplice e spontaneo. Può avere petali giallo oro oppure giallo-arancio, così da distinguersi immediatamente dalla Rosa rossa e creare un bel contrasto visivo nel giardino. Personalità: curioso, diretto, sarcastico e leggermente dispettoso. È quello che spesso smonta le frasi drammatiche della Rosa facendo domande molto semplici e logiche. Non ama fingere di sapere cose che non sa ed è spesso il personaggio più concreto tra i fiori, anche se rimane comunque assurdo e bizzarro come tutto il Paese delle Meraviglie. Ha un rapporto comico con la Rosa Rossa: lei ama rendere ogni cosa misteriosa e teatrale, mentre lui tende a interromperla o a mettere in evidenza quando sta esagerando. I due possono discutere spesso senza essere realmente nemici. Quando Mekhadia arriva nel giardino, il Tulipano è quello che domanda alla Rosa: «Lei chi?», dopo che la Rosa esclama drammaticamente «È lei!». Quando la Rosa risponde di non saperlo, il Tulipano la guarda con aria esasperata. Pur essendo soprattutto un personaggio comico, quando sente nominare la Regina di Cuori diventa più prudente e abbassa la voce, facendo capire che persino i fiori hanno paura di lei. Espressioni ricorrenti: occhi socchiusi quando è scettico, sguardo esasperato verso la Rosa, sorriso ironico, espressione sorpresa quando Mekhadia fa qualcosa di imprevedibile. Colori principali consigliati: petali giallo dorato con leggere sfumature arancioni, gambo e foglie verde brillante. Deve essere immediatamente distinguibile dalla Rosa Rossa.

Madre di Mekhadia

supporting

Madre di Mekhadia, donna adulta dall’aspetto dolce, vivace e rassicurante, mostrata nel Paese delle Meraviglie in una versione più giovane di sé. Ha lineamenti morbidi ed espressivi, uno sguardo caldo e intelligente e un sorriso spontaneo. Deve avere alcuni tratti che ricordano Mekhadia, soprattutto negli occhi e nelle espressioni, così che il legame madre-figlia sia percepibile a colpo d’occhio, ma senza renderle identiche. Capelli naturali, morbidi e leggermente mossi. Indossa un abito fiabesco elegante, ispirato al mondo di Alice ma più maturo: tonalità avorio e bordeaux/rosso vino, piccoli dettagli dorati e motivi discreti a cuori e chiavi. In passato porta al collo lo stesso medaglione che in seguito regalerà a Mekhadia. Ha una personalità affettuosa ma forte, vivace, ironica e coraggiosa. Non è fragile né passiva: affronta la Regina quando comprende che il Cuore delle Meraviglie è pericoloso e sceglie di proteggere sia sua figlia sia gli altri mondi. Con Mekha è diretta e scherzosa, ma capisce presto di potersi fidare di lui. Nelle scene emotive deve trasmettere soprattutto calore, protezione e serenità. Quando appare come eco magica del medaglione, il suo aspetto può essere leggermente luminoso e trasparente, con una tenue luce calda o azzurra attorno alla figura.

Dottor Lucerto

supporting

Una lucertola di grandi dimensioni dal corpo slanciato e muscoloso, con pelle di un verde salvia screziato di giallo oro. Ha occhi gialli brillanti e penetranti con pupille verticali caratteristiche dei rettili. La testa è leggermente affusolata con una mandibola pronunciata e una piccola cresta di scaglie lungo il collo. Indossa una giacca medica bianca ben conservata, una cravatta verde scuro che si abbina alla sua pelle, e una targa d'ottone sul taschino sinistro con inciso 'Dott. Lucerto' in lettere vittoriane. Ha dita lunghe e agili con piccoli artigli che gli permettono di arrampicarsi. Porta una borsa medica nera in pelle consumata dal tempo, con fibbie d'ottone anticato. La sua postura è eretta e professionale, con un'aria di serena competenza medica. La costruzione fisica è snella ma tonica, adatta a un medico che si muove con agilità attraverso spazi difficili.

Mekhadia

Protagonista

Donna adulta dal fisico naturale, robusto e formoso, con carnagione dorata e abbronzata, grandi occhi blu curiosi e capelli lunghi, castani e leggermente mossi. Indossa white overall dress, blue shirt, short sleeves, puffy sleeves, White leather sandals, Multi-strap sandals, Wooden block heel, Wooden sole, Platform sandals, Gold-tone studs, Brass studs, Adjustable ankle strap, Buckle closure. Al collo porta una sottile catenina con il medaglione antico appartenuto a sua madre.

PAGE 1

Panel 1:Ampia radura boschiva. Al centro si estende una tavola infinita coperta da tovaglie a scacchi, teiere sbeccate, alzatine di dolci e orologi a pendolo che pendono dai rami. Mekhadia entra nella radura con le scarpe impolverate e la mano stretta al collo dove pende la catenina rotta.

Narrator:“Seguendo il suono stonato di una melodia e l'eco di una voce, Mekhadia trovò una radura senza fine.”

Panel 2:Il Cappellaio Matto è in piedi su una sedia instabile al centro del tavolo. Indossa un enorme cilindro color verde muschio e una giacca a code sgargiante. Indica teatralmente Mekhadia con una teiera fumante.

“Cappellaio Matto: Finalmente!”

Panel 3:Mekhadia si blocca a pochi passi dal tavolo, fissando il Cappellaio Matto con le sopracciglia aggrottate.

“Mekhadia: Ci conosciamo? Cappellaio Matto: No!”

Panel 4:Il Cappellaio Matto afferra il polso di Mekhadia e la trascina verso una sedia di velluto consumato, color blu versando tè scuro da grande altezza in una serie di tre tazze impilate.

“Mekhadia: Allora perché 'finalmente'? Cappellaio Matto: Perché aspettavo qualcuno! Non necessariamente te.”

Panel 5:Mekhadia è seduta con tre tazze stracolme davanti a sé, il tè che trabocca sul piattino. Guarda il Cappellaio Matto con espressione incredula.

“Mekhadia: Non ho ancora bevuto la prima. Cappellaio Matto: Meglio essere preparati!”

PAGE 2

Panel 1:Poco più avanti lungo il tavolo infinito siede Mekhallix. Indossa una giacca scura da lavoro, camicia con maniche arrotolate e una cintura piena di attrezzi in ottone. Guarda stancamente una pila di cucchiaini piegati.

Panel 2:Mekhadia allunga il busto oltre una teiera decorata con fiori dorati per guardare Mekhallix, che volta il capo verso di lei con aria attenta.

“Mekhadia: cosa ci fai in questo posto strano ? comunque piacere sono Mekhadia,”

Narrator:“mekhadia vide un ragazzo seduto in fondo e gli si avvicinò ”

Panel 3:Primo piano su Mekhallix. I suoi occhi scuri scrutano la ragazza con cautela mentre raddrizza la schiena.

“Mekhallix: dipende salve Mekhallix Tu cosa cerchi o dove stai andando?”

Panel 4:Inquadratura stretta sui due. Mekhadia solleva la catenina spezzata d'argento che le pende tra le dita. Di fronte a lei, Mekhallix estrae una cartellina in pelle vuota con fermagli in ottone.

“Mekhadia: io un coniglio sfacciato mi ha rubato Un medaglione.e tu? Mekhallix: Io dei progetti.la regina me li ha sottratti”

PAGE 3

Panel 1:Il Cappellaio Matto si irrigidisce all'improvviso. Il suo sorriso scompare del tutto. Tira fuori un foglio di pergamena stropicciato e una matita di carboncino nero.

Panel 2:Dettaglio del foglio bianco sul tavolo. Il Cappellaio traccia con tratti netti due disegni: a sinistra un ingranaggio a forma di cuore con linee radiali, a destra un cuore stilizzato attraversato da un arco curvo. I due simboli hanno le stesse identiche curve d'incastro.

Panel 3:Mekhallix fissa il primo disegno con occhi spalancati, indicandolo con un dito. Mekhadia accosta la catenina al secondo disegno.

“Mekhallix: Questo è sui miei progetti! Mekhadia: E quello è inciso dietro il mio medaglione!”

Panel 4:Il Cappellaio Matto guarda Mekhallix e poi Mekhadia, scuotendo piano il capo con occhi sbarrati.

“Cappellaio Matto: OH. NON È UN BUON OH. Mekhallix: OH COSA?”

Panel 5:Mekhadia pianta entrambe le mani sul tavolo, avanzando con determinazione verso il Cappellaio.

“Mekhadia: Parla! Cappellaio Matto: Conoscevo tua madre.”

PAGE 4

Panel 1:Il Cappellaio Matto estrae dalla tasca interna della giacca un piccolo specchio ovale d'argento brunito. La superficie vitrea comincia a incresparsi come acqua luminosa.

Panel 2:Dettaglio dell'interno dello specchio. Nell'immagine riflessa, Madre di Mekhadia cammina tra enormi funghi luminosi portando al collo il medaglione integro. Accanto a lei cammina Mekhallix, con la stessa giacca e gli stessi tratti fisici del presente.

Panel 3:Primo piano su Mekhadia. I suoi occhi blu sono spalancati, pieni di lacrime trattenute e stupore assoluto.

“Mekhadia: Mamma... Tu conoscevi mia madre?!”

Panel 4:Mekhallix indietreggia sulla sedia con gli occhi fissi sullo specchio, portandosi una mano alla fronte con espressione confusa e sconvolta.

“Mekhallix: No! Non l'ho mai vista prima!”

Panel 5:Il Cappellaio Matto rovescia con un gesto plateale una tazza di tè scuro sopra la linea tracciata a carboncino sul tavolo, cancellandola in una macchia vorticosa.

“Cappellaio Matto: Nel vostro mondo il tempo cammina dritto. Qui invece gira in tondo. Lei ha già incontrato te. Ma tu non hai ancora incontrato lei.”

PAGE 5

Panel 1:Dallo specchio d'argento promana una proiezione luminosa: una colossale macchina sferica fatta di ingranaggi in ottone, anelli concentrici e specchi scuri, con un nucleo cremisi che pulsa.

“Cappellaio Matto: Il Cuore delle Meraviglie. La chiave per aprirlo. Mekhadia: E il medaglione?”

Panel 2:Sopra il beccuccio di una teiera di porcellana blu compare una nuvola di fumo viola. Dal fumo si materializza lo Stregatto, con il suo corpo a strisce scure e un sorriso enorme e smagliante.

“Mekhadia: Cos'è quella strana cosa? Stregatto: Qualcosa”

Panel 3:Il Cappellaio Matto srotola sul tavolo una mappa ingiallita del regno. Lo Stregatto allunga una zampa affusolata e artigliata, premendo su un punto segnato con lanterne disegnate.

“Stregatto: Andate al Mercato dei Ricordi. Mekhallix: Perché?”

Panel 4:Primo piano sullo Stregatto. Il suo corpo si dissolve gradualmente in volute di nebbia, lasciando visibili soltanto i grandi occhi gialli e l'enorme sorriso affilato sospeso a mezz'aria.

“Stregatto: Avete visto un ricordo. Ma non quello giusto.”

Panel 5:Mekhadia e Mekhallix si scambiano un'occhiata decisa accanto al tavolo ormai silenzioso. Mekhallix stringe la sua tracolla, Mekhadia serra i pugni pronta a partire.

“Mekhadia: Dobbiamo scoprire cosa sapeva mia madre. Mekhallix: E dove sono finiti i miei progetti.”

PAGE 6

Panel 1:Veduta del Mercato dei Ricordi sotto una volta di rami contorti. Decine di bancarelle in legno scuro espongono barattoli di vetro colmi di nebbie colorate e luci pulsanti. Sopra l'ingresso pende un'insegna in ferro battuto.

Narrator:“COMPRIAMO CIÒ CHE VUOI DIMENTICARE. VENDIAMO CIÒ CHE DESIDERI RICORDARE. NESSUN RIMBORSO.”

Panel 2:Mekhallix esamina con sguardo analitico uno scaffale colmo di ampolle sigillate con ceralacca. Mekhadia si muove lentamente, ascoltando i deboli sussurri che provengono dai vetri.

“Mekhallix: Migliaia di memorie imbottigliate. Come pensi di trovare proprio lei?”

Panel 3:Mekhadia si blocca all'improvviso, voltandosi verso un banco appartato. I suoi occhi si dilatano al suono di una risata familiare che risuona da un barattolo cilindrico.

“Mekhadia: Questa risata... La riconoscerei ovunque.”

Panel 4:Mekhadia appoggia entrambe le mani sul vetro del barattolo. All'interno si agita una luce liquida e dorata, formando figure nitide in movimento.

PAGE 7

Panel 1:Dettaglio dell'interno del barattolo. Madre di Mekhadia è seduta accanto a Mekhallix, che ha il volto rigato di polvere e la manica strappata. La donna avvolge con cura una benda di lino bianco attorno alla mano ferita del ragazzo.

Panel 2:Nel ricordo dentro il vetro, Madre di Mekhadia solleva lo sguardo incontrando gli occhi di Mekhallix. Il suo volto mostra dolcezza e profonda serietà.

“Madre di Mekhadia: Quando incontrerai mia figlia... Promettimi che non la lascerai sola.”

Panel 3:Sempre all'interno del ricordo, il Mekhallix del passato stringe le dita fasciate e accenna un cenno fermo del capo.

“Mekhallix: Promesso.”

Panel 4:Nel mercato reale, Mekhallix guarda la propria mano nuda e intatta con la fronte imperlata di sudore, indietreggiando di mezzo passo.

“Mekhallix: Io non ho mai fatto questa promessa.”

Panel 5:Mekhadia stacca le mani dal barattolo e si volta verso Mekhallix. Una lacrima le scivola sulla guancia, ma la sua espressione è calma e intensa.

“Mekhadia: La farai.”

PAGE 8

Panel 1:Uno squillo di trombe d'argento spezza la calma del mercato. Un gruppo di guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso, armate di lance irrompe rovesciando banchi di legno e mandando in frantumi barattoli di memorie.

“Guardia Cuorrossa: bloccati”

Panel 2:In testa alle guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso c'è il Bianconiglio nel suo panciotto borgogna. Stringe un grande orologio dorato con le zampe tremanti e agita l'altra zampa verso i due fuggitivi.

“Bianconiglio: Guardie della Regina! Prendeteli!”

Panel 3:Primo piano incrociato. Mekhadia fissa il Bianconiglio con rabbia e delusione. Il Bianconiglio incrocia il suo sguardo, abbassa impercettibilmente le orecchie e compie un netto, rapido cenno di diniego con la testa, indicando di nascosto un vicolo laterale.

Panel 4:Mekhallix afferra con una mano il barattolo della madre dal banco e con l'altra serra con forza la mano di Mekhadia, tirandola via prima che le lance delle guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso calino su di loro.

“Mekhallix: Corri!”

PAGE 9

Panel 1:Mekhadia e Mekhallix corrono a perdifiato tra i vicoli stretti del mercato, scansando ceste rovesciate e barattoli che rotolano sul selciato.

Panel 2:I due sbattono contro un vicolo cieco formato da un alto muro di mattoni coperto d'edera. Sul muro appare improvvisamente lo Stregatto, che traccia con un artiglio un arco fluorescente sui mattoni.

“Mekhallix: o no chiuso Mekhadia: e ora”

Panel 3:La parte di muro tagliata dall'artiglio si apre verso l'interno come una porta di legno intagliato. Mekhallix spinge Mekhadia oltre la soglia mentre le guardie sbucano all'inizio del vicolo.

“Mekhallix: Dentro, svelta!”

Panel 4:Lo Stregatto è accucciato sopra l'architrave della porta magica. Il suo sorriso consueto si è ridotto a una linea severa e i suoi occhi brillano nel buio.

“Stregatto: Ricordate una cosa. Mekhallix: Sentiamo.”

Panel 5:Dettaglio sul muso dello Stregatto mentre la porta comincia a richiudersi alle spalle dei due ragazzi.

“Stregatto: Ci sono porte costruite per entrare. E porte costruite perché qualcosa non possa uscire.”

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Panel 1:Oltre la porta, Mekhadia e Mekhallix si trovano davanti all'ingresso di un immenso labirinto di siepi di rose rampicanti. Dai cespugli vicini spunta trafelato il Bianconiglio, senza fiato e con le zampe sporche di terra.

Panel 2:Mekhadia fa due passi decisi in avanti, sovrastando il Bianconiglio rannicchiato a terra. I suoi pugni sono serrati.

“Mekhadia: Dov'è il mio medaglione?! Bianconiglio: L'ho consegnato alla Regina...”

Panel 3:Primo piano sul Bianconiglio. Tiene le orecchie completamente abbassate e gli occhi lucidi di disperazione, stringendo al petto il suo panciotto.

“Mekhadia: Perché lo hai fatto?! Bianconiglio: Perché tiene prigioniera la mia famiglia!”

Panel 4:Mekhallix si inginocchia accanto al Bianconiglio, posando una mano ferma sulla spalla del coniglio per calmarlo.

“Mekhallix: Volevate che Mekhadia ti seguisse fin qui. Bianconiglio: Sì. I tuoi progetti ricostruiscono il Cuore, ma il suo ciondolo è la chiave.”

Panel 5:Il Bianconiglio alza lo sguardo verso Mekhadia, indicando con un artiglio tremante le imponenti mura vegetali del labirinto dietro di loro.

“Bianconiglio: La Regina può rubare la chiave, ma non può costringervi ad aprire. vi mostrerà ciò che desideri di più al mondo. attenti Mekhadia: E cosa farà?”

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Panel 1:Veduta dall'alto del Labirinto delle Rose: un dedalo enorme di siepi alte tre metri, dense di rose rosse e spine affilate. Mekhadia e Mekhallix si trovano all'ingresso, spalla a spalla, guardando il passaggio buio davanti a loro. Il Bianconiglio rimane fuori, le orecchie abbassate.

Panel 2:Mekhadia e Mekhallix camminano fianco a fianco in un corridoio stretto tra le siepi. Le rose rosse sbocciano lungo le pareti di foglie. Davanti a loro il sentiero si biforca in due direzioni opposte.

“Mekhallix: Due strade. Pessima idea. mm non saprei Mekhadia: Scegli tu.”

Panel 3:Le siepi si muovono con un fruscio improvviso. I rami e i rovi si allungano velocemente come tentacoli, separando fisicamente Mekhadia da Mekhallix. I due tendono le mani l'uno verso l'altro ma la parete vegetale si chiude tra loro.

“Mekhadia: Mekhallix! Mekhallix: Mekhadia, non fermarti!”

Panel 4:Mekhadia è sola in un corridoio di rose. Si volta in tutte le direzioni cercando un passaggio. Le siepi sembrano identiche ovunque. Una nebbia leggera sale dal terreno.

“Mekhadia: e ora”

Narrator:“il labirinto gli separò ”

Panel 5:All'estremità del corridoio appare una figura femminile avvolta in una luce calda dorata. È la Madre di Mekhadia: capelli mossi, abito avorio e bordeaux, il medaglione al collo. Tende le braccia verso Mekhadia con un sorriso dolce.

“Madre di Mekhadia: Mekhadia. Vieni. Mekhadia: co..mamma”

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Panel 1:Mekhadia fa un passo verso la figura della madre. Le sue gambe tremano. Gli occhi le si riempiono di lacrime. La figura materna le sorride con calore, braccia ancora aperte.

“Mekhadia: mamma”

Panel 2:Primo piano sul viso di Mekhadia: grandi occhi blu lucidi di lacrime, sopracciglia contratte, labbra che tremano.

“Madre di Mekhadia: Vieni con me. rimarremo insieme per sempre ... qui”

Panel 3:Mekhadia si ferma di colpo, piantando i piedi a terra. I pugni serrati ai fianchi. La figura materna inclina la testa con un sorriso immobile.

“Mekhadia: Tu non sei lei.”

Panel 4:La figura della madre cambia espressione: il sorriso si fa rigido, gli occhi restano fissi. Tende ancora la mano verso Mekhadia. Il suo abito sembra muoversi come fumo.

“Madre di Mekhadia: Perché? cara mekhadia”

Panel 5:Mekhadia guarda la figura dritta negli occhi, le guance bagnate ma la mascella ferma. Respira a fondo, con le spalle sollevate.

“Mekhadia: Mia madre non mi chiederebbe di smettere di vivere per seguirla.”

Panel 6:La figura della madre si dissolve in una pioggia di petali rossi che cadono lentamente fino a sparire. Mekhadia rimane sola nel corridoio, le lacrime sulle guance, in piedi.

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Panel 1:Mekhallix è solo in un'altra sezione del labirinto. Davanti a lui, su un tavolo di pietra emerso tra le siepi, è dispiegata un'enorme raccolta di fogli di pergamena: i suoi progetti, perfetti, intatti, con disegni tecnici e calcoli in bella scrittura.

Panel 2:Mekhallix si avvicina al tavolo, allungando una mano verso i fogli. La sua espressione è tesa ma affascinata. Una voce incorporea risuona nell'aria.

“Mekhallix: Sono tutti qui.”

Panel 3:Le dita di Mekhallix sfiorano la superficie di un foglio. I calcoli brillano leggermente sotto il tocco. La voce incorporea risuona di nuovo nell'aria, senza fonte visibile.

“Mekhallix: Prendili.”

Narrator:“Non era la sua voce. Ma sapeva come parlare a lui.”

Panel 4:Mekhallix ritrae la mano. Si raddrizza e rimane immobile, fissando i fogli. Poi da lontano, attraverso le siepi, arriva la voce di Mekhadia che lo chiama per nome.

“Mekhadia: Mekhallix!”

Panel 5:Mekhallix guarda i fogli un'ultima volta. Poi volta le spalle al tavolo e corre verso la direzione da cui proviene la voce, lasciando i progetti sul tavolo.

“Mekhallix: Li riprenderò dopo.”

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Panel 1:Al centro del labirinto si apre una piccola radura circolare con un pavimento di pietra grigia e rose rosse tutto intorno. Mekhadia e Mekhallix arrivano da due corridoi opposti e si vedono. Mekhadia corre verso di lui e lo abbraccia con forza, sorprendendolo.

Panel 2:Mekhallix, sorpreso, ricambia l'abbraccio dopo un secondo di esitazione. Il suo sguardo è sollevato ma ancora cauto.

“Mekhallix: Pensavo ti avesse presa. Mekhadia: Pensavo la stessa cosa.”

Panel 3:I due si separano. Mekhadia abbassa gli occhi. Mekhallix la guarda in attesa.

“Mekhallix: Cosa hai visto? Mekhadia: Mia madre.”

Panel 4:Mekhadia alza lo sguardo verso Mekhallix. Il suo viso è ancora segnato dalle lacrime asciugate, ma la sua espressione è ferma e curiosa.

“Mekhadia: Tu? Li hai lasciati. Mekhallix: I miei progetti.”

Panel 5:Mekhallix scrolla le spalle con un mezzo sorriso asciutto. Mekhadia sorride piano, il primo sorriso vero da molto tempo.

“Mekhallix: Non erano veri. Quasi un complimento. Mekhadia: Bravo. Non abituarti.”

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Panel 1:Veduta frontale del Palazzo di Cuori: un edificio imponente in pietra rossa e nera, con torri appuntite e finestre a forma di cuore. Ogni porta, ogni bandiera, ogni mattone porta inciso il simbolo della Regina. Mekhadia e Mekhallix lo osservano dall'esterno, nascosti tra i cespugli.

Narrator:“arrivarono al castello ...”

Panel 2:Mekhadia indica con un dito un vaso decorativo con cuori rossi sul davanzale di una finestra aperta. La sua espressione è ironica.

“Mekhadia: Secondo me alla Regina piacciono i cuori rossi. Mekhallix: Dici?”

Panel 3:All'interno di un corridoio del palazzo, Mekhadia e Mekhallix avanzano rasente al muro. Tappeti rossi con motivi a cuore coprono il pavimento. Ogni porta ha una maniglia a forma di cuore. In lontananza si sentono i passi delle guardie.

Narrator:“non dovevano farsi scoprire ”

Panel 4:Mekhadia e Mekhallix si appiattiscono contro il muro in un angolo buio mentre due guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso passano nel corridoio illuminato, armati di alabarde.

Panel 5:Tre guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso sono inginocchiate davanti a un roseto bianco lungo un muro del corridoio. Tengono pennelli rossi e dipingono freneticamente i petali bianchi di rosso. Una delle carte trema visibilmente.

Panel 6:Primo piano su Guardia Cuorrossa, una carta da gioco antropomorfa a forma di cuore rosso. Il suo viso dipinto è bianco come il gesso, la bocca aperta in un'espressione di terrore puro.

“Guardia Cuorrossa: ALLA REGINA NON PIACCIONO BIANCHE!”

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Panel 1:Mekhadia vede oltre le carte da gioco una porta di legno scuro in fondo al corridoio. Sulla porta è inciso lo stesso simbolo a ingranaggio cuore visto sui progetti. Lo indica a Mekhallix con un gesto rapido e silenzioso.

Panel 2:Mekhallix esamina la serratura della porta con occhi attenti. Estrae una piccola chiave in ottone dalla cintura e la inserisce nella serratura con precisione.

“Mekhallix: La serratura è meccanica. Posso aprirla.”

Panel 3:La porta si apre silenziosamente verso l'interno. Mekhadia e Mekhallix scivolano dentro, richiudendola alle loro spalle. La stanza è immersa nell'oscurità.

Panel 4:Mekhallix solleva una torcia. La luce rivela una stanza enorme con scaffalature fino al soffitto: centinaia e centinaia di fogli di pergamena arrotolati, impilati, legati con nastri rossi. I progetti rubati.

“Mekhallix: Eccoli. Mekhadia: Tutti questi...”

Panel 5:Mekhallix estrae rapidamente un rotolo dallo scaffale e lo srotola sul tavolo centrale. Scorre i calcoli con il dito. Il suo sguardo si fa cupo mentre individua le modifiche apportate dalla Regina.

“Mekhallix: Li ha modificati. Vuole aumentare la potenza. Mekhadia: Come?”

Panel 6:Mekhallix indica sul foglio una serie di cerchi concentrici disegnati in rosso su calcoli originali in nero. Mekhadia si sporge a guardare, la fronte aggrottata.

“Mekhadia: Quanto? Mekhallix: Abbastanza da aprire molte porte insieme.”

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Panel 1:Mekhadia si muove lungo uno scaffale basso, sfiorando i fogli con le dita. Si ferma di colpo su un foglio tenuto separato dagli altri, fissato con uno spillo rosso. Lo prende in mano.

Panel 2:Primo piano sul foglio: in mezzo ai calcoli tecnici, in una calligrafia diversa, più morbida e personale, si legge: NON PERMETTERLE DI APRIRLO. Sotto: SE SENTI LA MIA VOCE, NON SIGNIFICA CHE IO SIA LÌ.

Panel 3:Primo piano sul viso di Mekhadia. Gli occhi spalancati, la bocca semiaperta. Riconosce la grafia: è la scrittura di sua madre. Le dita stringono il foglio.

Panel 4:Mekhadia porta il foglio verso Mekhallix, che lo prende e legge. Il medaglione al collo di Mekhadia emette un brevissimo bagliore caldo, come un polso. Lei abbassa lo sguardo sul ciondolo con stupore.

“Mekhadia: È la grafia di mia madre. Mekhallix: Ha lasciato un avvertimento qui dentro.”

Panel 5:Mekhadia stringe il foglio al petto con entrambe le mani, gli occhi chiusi per un secondo. Poi li riapre, fermi e decisi.

“Mekhadia: Non la lascerò aprire il Cuore.”

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Panel 1:La porta della stanza segreta si spalanca di colpo. Due guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso irrompono con le alabarde puntate. Mekhadia e Mekhallix si girano di scatto verso di loro.

Panel 2:Mekhallix prende per mano Mekhadia e la trascina verso il fondo della stanza. Mekhadia stringe il foglio con la scritta materna. Le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso le inseguono tra gli scaffali.

“Mekhallix: Corri!”

Panel 3:Mekhadia e Mekhallix corrono nei corridoi del palazzo, scansando candelabri e vasi decorativi che cadono rumorosamente. Altre guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso sbucano da corridoi laterali.

Panel 4:Il Bianconiglio appare da un corridoio laterale, le orecchie dritte e l'espressione frenetica. Agita le zampe verso le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso, cercando di distrarle e deviare il loro percorso.

“Bianconiglio: Di qua! Di qua!”

Panel 5:Mekhadia e Mekhallix svoltano un ultimo angolo e si trovano davanti a un enorme portone spalancato. Oltre il portone si vede la sala del trono: pareti rosse, un trono massiccio di pietra nera decorato con cuori e, seduta sul trono, la Regina di Cuori che li guarda con calma assoluta.

“Regina di Cuori: Finalmente.”

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Panel 1:La Regina di Cuori è seduta sul trono con la schiena diritta e le mani appoggiate ai braccioli. Indossa il suo abito rosso e nero con motivi a cuore. La corona è perfettamente in posizione. Il suo sguardo è calmo e misurato, non arrabbiato.

“Regina di Cuori: i miei ospiti sono qui”

Panel 2:Mekhadia fa un passo avanti nella sala del trono, il mento sollevato e i pugni serrati. Mekhallix rimane un passo indietro, attento.

“Mekhadia: Ridammi il medaglione.”

Panel 3:La Regina di Cuori sorride. Non un sorriso di scherno: qualcosa di più complesso, quasi affettuoso. Si alza dal trono e scende i gradini verso di loro.

“Regina di Cuori: Hai davvero il carattere di tua madre.”

Panel 4:Primo piano su Mekhadia. La sua espressione si irrigidisce, la mascella tesa.

“Mekhadia: Non parlare di lei. Regina di Cuori: Perché?”

Panel 5:La Regina di Cuori si avvicina a Mekhadia fino a fermarsi a un metro da lei. La guarda negli occhi. La sua voce è bassa e ferma.

“Regina di Cuori: Eravamo amiche.”

Panel 6:Mekhadia si immobilizza. L'espressione combattiva si incrina: i suoi occhi si spalancano leggermente, le spalle si abbassano di un centimetro. Mekhallix, alle sue spalle, alza un sopracciglio.

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Panel 1:La Regina di Cuori alza una mano con un gesto elegante. Nell'aria davanti a lei si materializza una porta bianca, liscia e luminosa, senza cornice, sospesa nel nulla al centro della sala del trono.

Panel 2:Oltre la porta bianca, in una luce calda e dorata, appare la silhouette della Madre di Mekhadia: capelli mossi, abito avorio, le braccia aperte. La sua figura è luminosa e reale.

“Regina di Cuori: Vuoi rivederla?”

Panel 3:La figura oltre la porta chiama Mekhadia per nome. Mekhadia trattiene il respiro, il petto che si solleva. Fa un passo involontario verso la porta.

“Madre di Mekhadia: Mekhadia...”

Panel 4:Mekhallix allunga una mano e prende quella di Mekhadia. Non la tira indietro con forza: la stringe soltanto, fermo. Lei si ferma.

“Mekhallix: Ricordati quello che ti ha scritto.”

Panel 5:Primo piano sugli occhi di Mekhadia pieni di lacrime. Poi un dettaglio: il foglio che stringe nell'altra mano, con le parole scritte dalla madre: SE SENTI LA MIA VOCE, NON SIGNIFICA CHE IO SIA LÌ.

Panel 6:Mekhadia piange, ma non si muove. Alza la testa verso la porta bianca, poi verso la Regina di Cuori. Le lacrime le scorrono sulle guance, la voce ferma.

“Mekhadia: Quella non è mia madre.”

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Panel 1:La Regina di Cuori è ferma al centro della sala del trono, il braccio teso verso una porta bianca luminosa sospesa nell'aria. Oltre la porta, in una luce calda dorata, la figura della Madre di Mekhadia tende le braccia. Mekhadia è in piedi davanti alla porta, il corpo inclinato in avanti, i pugni aperti ai fianchi.

“Madre di Mekhadia: Mekhadia… vieni.”

Panel 2:Primo piano sui piedi di Mekhadia: un piede fa un mezzo passo verso la porta luminosa. Il pavimento di pietra rossa riflette la luce bianca.

Panel 3:Mekhallix afferra la mano di Mekhadia con entrambe le mani. Non la tira indietro. La guarda negli occhi con espressione ferma e calma. Mekhadia si gira verso di lui, i capelli che le cadono sul viso.

“Mekhallix: Ricordati quello che ti ha scritto.”

Panel 4:Primo piano sulle mani di Mekhadia: nell'una stringe quella di Mekhallix, nell'altra tiene il foglio spiegazzato con la scrittura della madre. Le parole si leggono chiaramente: SE SENTI LA MIA VOCE, NON SIGNIFICA CHE IO SIA LÌ.

Panel 5:La Regina di Cuori si volta bruscamente verso le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso. Le guardie arretrano spaventate, stringendo le alabarde e guardandosi tra loro. La Regina solleva una mano con autorità e indica il corridoio dove Mekhadia e Mekhallix si trovano, mentre sullo sfondo si intravedono rose dipinte di rosso.

“Regina di Cuori: Un’altra cosa, mia guardia. Come mai le mie rose sono dipinte? Pensate che io sia stupida? Be’, ora vorrei parlare con il colpevole…”

Panel 6:Mekhadia alza la testa verso la porta bianca. Le lacrime le scorrono sulle guance, la mascella stretta. La figura luminosa della madre oltre la soglia sorride immobile. Mekhadia non si muove.

“Mekhadia: Quella non è mia madre. smettila strega”

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Panel 1:La porta bianca si chiude di scatto con un lampo. La figura della Madre di Mekhadia scompare. La sala del trono torna buia. La Regina di Cuori è in piedi con il sorriso scomparso dal viso, le labbra strette in una linea sottile.

Panel 2:Primo piano sul viso della Regina di Cuori. Gli occhi sono freddi, le sopracciglia abbassate. La sua corona brilla alla luce delle candele. Non è rabbia cieca: è delusione calcolata.

“Regina di Cuori: Peccato.”

Panel 3:La Regina di Cuori alza una mano in un gesto imperioso verso le guardie ai lati della sala. Due guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso avanzano verso Mekhadia e Mekhallix con le alabarde abbassate.

“Regina di Cuori: Arrestateli. Domani saranno processati.”

Panel 4:Mekhallix guarda le guardie che si avvicinano, poi si gira verso la Regina con un sopracciglio alzato e l'espressione rassegnata.

“Mekhallix: Per quale reato, esattamente? Regina di Cuori: Lo decideremo durante il processo.”

Panel 5:La Regina di Cuori si volta bruscamente verso le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso. Le guardie arretrano spaventate, stringendo le alabarde e guardandosi tra loro. La Regina solleva una mano con autorità e indica il corridoio dove Mekhadia e Mekhallix si trovano, mentre sullo sfondo si intravedono rose dipinte di rosso.

“Regina di Cuori: Un’altra cosa, mia guardia. Come mai le mie rose sono dipinte? Pensate che io sia stupida? Be’, ora vorrei parlare con il colpevole…”

Panel 6:Mekhadia e Mekhallix vengono scortati fuori dalla sala del trono da quattro guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso. Mekhadia si gira a guardare indietro verso la Regina, che è già risalita sul trono e li osserva con calma assoluta.

“Guardia Cuorrossa: Sarà fatto, Maestà.”

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Panel 1:Veduta dall'alto del tribunale dei cuori: una sala grande e caotica con banchi di legno scuro disposti a semicerchio. La giuria è composta da animali bizzarri di ogni tipo. Un riccio dorme sul banco. Un castoro rosicchia la propria penna. Un gufo fissa il vuoto. La Regina di Cuori presiede su un seggio alto, la corona in testa. Mekhadia e Mekhallix sono in piedi al centro.

Panel 2:La Regina di Cuori si alza in piedi e indica Mekhadia e Mekhallix con un rotolo di pergamena arrotolato come una bacchetta.

“Regina di Cuori: Gli imputati sono accusati di ingresso non autorizzato. E di furto.”

Panel 3:Mekhadia alza una mano con l'espressione di chi sta per dire qualcosa di ovvio, la testa leggermente inclinata.

“Mekhadia: Mi avete attirata qui voi. Regina di Cuori: Silenzio.”

Panel 4:Mekhallix aggrottà la fronte e incrociò le braccia, guardando la Regina con espressione asciutta.

“Mekhallix: Ho ripreso i miei progetti. Perché li avevi rubati. Regina di Cuori: Erano nel mio castello.”

Panel 5:La Regina di Cuori si gira verso il giudice, un vecchio tasso con parrucca bianca e toga rossa, e indica Mekhallix con un dito imperioso.

“Regina di Cuori: Aggiunga insolenza.”

Panel 6:Il giudice tasso scrive diligentemente sul suo registro con una piuma enorme. Il castoro della giuria smette di rosicchiare la penna e lo guarda. Il riccio dorme ancora.

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Panel 1:Il Cappellaio Matto entra in aula a grandi passi, il cilindro storto, le braccia allargate, il sorriso enorme. Porta una teiera fumante in una mano. Mekhadia e Mekhallix lo vedono e si scambiano uno sguardo rapido.

Panel 2:La Regina di Cuori indica il Cappellaio Matto con la pergamena e lo interroga. Il Cappellaio si sistema il cilindro e guarda Mekhadia, poi Mekhallix, con aria completamente neutra.

“Regina di Cuori: Conosci gli imputati? Cappellaio Matto: Mai visti.”

Panel 3:Mekhallix fissa il Cappellaio Matto con un'espressione tra l'incredulo e il rassegnato. Il Cappellaio gli restituisce uno sguardo completamente innocente, le mani appoggiate sulla teiera.

“Mekhallix: Abbiamo preso il tè insieme. Cappellaio Matto: Davvero?”

Panel 4:Il Cappellaio Matto alza la teiera fumante verso la Regina di Cuori con un sorriso cerimonioso, come se stesse offrendo qualcosa di prezioso.

“Cappellaio Matto: Potrei avere del tè? Regina di Cuori: accordato”

Panel 5:Il Cappellaio Matto rovescia con un gesto teatrale l'intera teiera sulla parrucca del giudice tasso. L'acqua calda e le foglie di tè colano ovunque. Il giudice balza in piedi urlando. La giuria esplode in un caos totale: animali che saltano sui banchi, carte che volano, il riccio che finalmente si sveglia di soprassalto.

“Cappellaio Matto: scappateee”

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Panel 1:Nel caos dell'aula, il Bianconiglio avanza rapidamente verso la Regina di Cuori fingendo di scivolare. Il suo orologio da tasca oscilla mentre perde l'equilibrio in modo esagerato.

Panel 2:Il Bianconiglio urta la Regina di Cuori con la spalla. Il medaglione, che la Regina portava appeso alla cintura, vola in aria con un arco ampio, lucente sotto la luce delle finestre.

“Bianconiglio: banzaiii Regina di Cuori: che... fai acciuffatelo”

Panel 3:Il medaglione gira lentamente nell'aria al centro della scena. La catenina spezzata ondeggia. Tutto intorno è caos: carte che volano, animali che urlano, guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso che si scontrano. Ma il medaglione è nitido, immobile nel tempo.

Panel 4:Mekhadia balza in avanti attraverso il caos, il braccio teso verso il medaglione in volo. Il suo viso è concentrato, la bocca aperta. Mekhallix alle sue spalle spinge da parte una guardia-carta da gioco a forma di cuore rosso per aprirle la strada.

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Panel 1:La mano di Mekhadia si chiude sul medaglione a mezz'aria. Le dita lo stringono forte. La catenina spezzata pende tra le dita.

Panel 2:La catenina spezzata si ricompone da sola intorno al collo di Mekhadia con un bagliore dorato pulsante. Il medaglione si assesta sul petto di Mekhadia. I frammenti della catenina si saldano visibilmente, come fili d'oro che si intrecciano.

Panel 3:TUM. Il palazzo intero trema. Calcinacci cadono dal soffitto. Le finestre a forma di cuore vibrano. Le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso cadono sui banchi. Il giudice tasso si aggrappa alla scrivania. La Regina di Cuori allarga gli occhi per la prima volta, la mascella tesa.

Panel 4:Mekhadia è in piedi nel mezzo del caos, il medaglione luminoso al collo, i capelli mossi dall'aria. Sorride. Un sorriso piccolo, vero, stanco e sollevato al tempo stesso.

“Mekhadia: Finalmente.”

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Panel 1:La Regina di Cuori punta il dito verso Mekhadia e Mekhallix con il braccio teso e la voce che taglia il caos. Il suo sguardo non è di rabbia pura: c'è paura, urgenza, e qualcosa che assomiglia alla disperazione di chi sa che sta perdendo qualcosa di importante. Le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso si preparano a inseguirli.

“Regina di Cuori: Fermateli. Non possono raggiungere il Cuore.”

Panel 2:Lo Stregatto appare dal nulla sul bordo di un banco rovesciato, con il suo sorriso enorme. Con una zampa indica un punto preciso del muro dietro la giuria, dove si materializza una porta di legno scuro con un simbolo a spirale.

“Stregatto: Una porta per voi. Andate in profondità.”

Panel 3:Mekhallix si mette di fronte a tre guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso che avanzano verso di loro, allargando le braccia per bloccare il loro cammino. Guarda Mekhadia oltre la spalla con un cenno deciso verso la porta.

“Mekhallix: Vai. Ci penso io.”

Panel 4:Mekhadia afferra il polso di Mekhallix e lo trascina con sé verso la porta. Non lo lascia indietro. I due corrono fianco a fianco tra i banchi rovesciati e gli animali in fuga.

“Mekhadia: Insieme. O non si va.”

Panel 5:Il Bianconiglio si mette di traverso nel corridoio tra le guardie-carta da gioco a forma di cuore rosso e la porta dove Mekhadia e Mekhallix stanno per sparire. Le orecchie dritte, il petto in fuori, l'orologio da tasca che oscilla. Per la prima volta sembra davvero coraggioso.

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Panel 1:Mekhadia e Mekhallix corrono attraverso un corridoio stretto e buio del palazzo, illuminato solo dal bagliore pulsante del medaglione al collo di Mekhadia. Le pareti di pietra rossa vibrano. Calcinacci cadono dal soffitto. Il pavimento trema sotto i loro piedi.

Panel 2:Il medaglione sul petto di Mekhadia brilla sempre più forte, emettendo impulsi di luce dorata a intervalli regolari come un battito cardiaco. L'incisione sul retro — un cuore attraversato da una linea curva — è visibile in trasparenza attraverso il bagliore.

Panel 3:Il palazzo trema di nuovo, più forte. Una crepa si apre nel muro alla loro destra, rivelando un bagliore rosso pulsante oltre la pietra, come se qualcosa di enorme stesse battendo dietro di essa. TUM. TUM.

Panel 4:Davanti a loro appare una grande porta di ferro scuro con inciso al centro il simbolo del Cuore delle Meraviglie: ingranaggi intorno a un cuore pulsante. La porta vibra. Il medaglione di Mekhadia brilla con la stessa frequenza. I due si fermano un passo prima della soglia, ansimanti, spalla a spalla.

Panel 5:Primo piano sui visi di Mekhadia e Mekhallix affiancati, entrambi che guardano la porta davanti a loro. Il bagliore rosso e dorato illumina i loro volti. Mekhallix si gira verso di lei con un mezzo sorriso asciutto. Mekhadia lo guarda di rimando, gli occhi vivi.

“Mekhallix: Adesso possiamo correre.”

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