Oltre la Tana del Coniglio II — L’Ingranaggio e il regno
Mekhadia, una giovane donna, insegue un coniglio parlante nel Paese delle Meraviglie per recuperare un medaglione appartenuto a sua madre. Scopre che il ciondolo è la chiave per il 'Cuore delle Meraviglie', un meccanismo che la Regina di Cuori vuole usare per scopi nefasti. Alleandosi con Mekhallix, un inventore i cui progetti sono stati rubati dalla Regina, Mekhadia scopre un legame tra il passato di sua madre e il futuro di Mekhallix. Insieme devono fermare la Regina prima che scateni una creatura d'ombra e distrugga il regno, trovando infine la vera strada verso casa.
Volume II di Oltre la Tana del Coniglio II — L'Eco degli Ingranaggi Perduti. Mekhadia e Mekhallix attraversano il vortice e atterrano nel Paese delle Meraviglie congelato. Mekhallix soffre a causa dell'innesto spinale, mentre tre spire d'ombra di Ombrafauce cercano di raggiungere la sua schiena. Mekhadia usa un frammento del fungo del Brucaliffo, cresce fino a cinquanta metri e distrugge le spire, ma cade accidentalmente sopra Mekhallix. Nel tentativo di tornare normale, rimpicciolisce fino a cinque centimetri e viene raccolta da Mekhallix. Il Brucaliffo la aiuta a recuperare la statura e rivela che nella schiena di Mekhallix è innestato un ingranaggio stabilizzatore che contiene una scheggia viva di Ombrafauce. Racconta che la madre di Mekhadia e la giovane Regina di Cuori salvarono Mekhallix da bambino, cancellandogli la memoria dell'incidente. Lo stabilizzatore sta cedendo e la Regina li attende al palazzo. Il volume mantiene il tono fantasy surreale, l'umorismo fisico della trasformazione di Mekhadia, il mistero dell'innesto e una crescente minaccia soprannaturale. Adattare in 28 pagine, mantenendo fedelmente il testo e i dialoghi della fonte quando verrà fornita nel numero.
CHARACTERS
Bianconiglio
supporting
Cappellaio Matto
supporting
Brucaliffo
supporting
Ombrafauce
antagonist
Guardia Cuorrossa
Guardia della Regina di Cuori
Regina di Cuori
antagonist
Donna Elegante
Alleata ambigua, esperta di laboratori dimensionali e dei progetti dell'innesto di Mekhallix
Stregatto
supporting
Mekhallix
protagonist
Rosa Rossa
supporting
Giglio Bianco
supporting
Tulipano
supporting
Madre di Mekhadia
supporting
Dottor Lucerto
supporting
Mekhadia
Protagonista
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Panel 1:Inquadratura grandangolare su una radura ai margini di una foresta ghiacciata. Mekhadia e Mekhallix si allontanano di spalle verso un orizzonte color piombo. Dietro di loro, il grande fungo blu del Brucaliffo è già lontano, quasi nascosto dalla nebbia. Il terreno è ricoperto di ghiaccio grigio screziato. Il cielo è basso e opaco, striato di crepe luminose come vetro incrinato.
Panel 2:Piano medio su Mekhallix in cammino. Lungo la sua schiena una piccola luce azzurra intermittente brilla debolmente. Lui tiene la mano destra sul fianco, senza fermarsi.
“Mekhallix: Ricomincia già. Brutto segno.”
Panel 3:Mekhadia si volta verso Mekhallix con un'espressione diretta. Il medaglione a cuore dorato con la gemma azzurra pende visibile sul petto. Con il pollice indica la direzione del palazzo, oltre la linea degli alberi congelati.
“Mekhadia: Tienimi aggiornata quando peggiora. Mekhallix: ok”
Panel 4:Inquadratura ampia sul paesaggio davanti a loro: alberi di cristallo trasparente si ergono come colonne spezzate, alcuni inclinati, altri esplosi in schegge congelate. Tra le radici, piccoli oggetti abbandonati — una scarpa, un cappello, un libro aperto — sono cristallizzati nel ghiaccio del terreno. Il palazzo della Regina è appena visibile all'orizzonte, sagoma scura oltre la nebbia.
Narrator:“Il regno si stava sgretolando. Un passo alla volta.”
PAGE 2
Panel 1:Inquadratura dall'alto sulla foresta di cristallo. Mekhadia e Mekhallix camminano tra tronchi trasparenti alti come torri. I rami sono lame di ghiaccio immobili. Tra due alberi, una figura umana è intrappolata nel ghiaccio verticale — un viaggiatore congelato a metà passo, braccia aperte, espressione sorpresa.
Panel 2:Mekhadia si avvicina alla figura congelata e la osserva da vicino. La figura è un uomo vestito con abiti semplici, la bocca aperta, una mano protesa verso di lei. Mekhadia alza una mano ma non tocca il ghiaccio, tenendo il palmo a pochi centimetri dalla superficie.
“Mekhadia: È ancora vivo, dentro? Mekhallix: Non lo so. E non vogliamo scoprirlo adesso.”
Panel 3:Mekhallix si blocca di scatto. L'innesto spinale sul suo dorso emette una piccola luce azzurra intermittente. Lui china la testa in avanti, una mano sul tronco di cristallo più vicino per sorreggersi. Le ginocchia si piegano leggermente. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: Aspetta.ahh che male”
Panel 4:Mekhadia si posiziona di fianco a Mekhallix, spalla contro spalla, sostenendolo con il braccio passato sotto il suo. Lo guarda in faccia con espressione concentrata e ferma. Lui tiene gli occhi semichiusi, la mascella contratta. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Respira. Piano. Mekhallix: Lo so come si respira.”
Panel 5:Piccolo inserto ravvicinato sulla schiena di Mekhallix: una piccola luce azzurra intermittente brilla sulla pelle.
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Panel 1:Inquadratura larga sul sentiero ghiacciato davanti ai due. Il percorso, che prima andava dritto, ora curva bruscamente verso sinistra davanti ai loro occhi: lastre di ghiaccio si sollevano e ruotano lentamente, ridisegnando il tracciato. Mekhadia e Mekhallix sono fermi sull'unica lastra ancora stabile, che oscilla leggermente.
“Mekhallix: Il sentiero si è diviso a metà. Mekhadia: L'ho visto anch'io.”
Panel 2:Primo piano sul medaglione a cuore di Mekhadia: la gemma azzurra emette una luce direzionale sottile, come un raggio, puntata verso destra, lontano dalla curva del sentiero che si è spostato.
Panel 3:Tra gli alberi di cristallo alla destra del sentiero, nell'ombra tra i tronchi trasparenti, appaiono immagini sospese nell'aria: frammenti luminosi e deformati — il volto di un bambino, una stanza buia, una porta di legno scrostata — come proiezioni instabili che si sovrappongono all'ambiente reale. Le immagini hanno i bordi sfumati e tremolano. Una sagoma scura e appena percepibile, senza forma definita, è visibile oltre gli alberi.
Narrator:“Ombrafauce non aveva bisogno di mostrarsi. Bastava ciò che rubava.”
Panel 4:Mekhallix fissa le immagini tra gli alberi con gli occhi spalancati. La sua mano destra si alza involontariamente verso i frammenti luminosi. Mekhadia gli afferra il polso con entrambe le mani e lo tira indietro, guardandolo in faccia. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Non guardarli. Segui il medaglione.”
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Panel 1:Primo piano sul volto di Mekhallix. I suoi occhi sono semichiusi e il bianco degli occhi mostra riflessi azzurri. Le pupille sono fisse su qualcosa fuori campo. Le sue labbra sono socchiuse, il respiro visibile come vapore nell'aria fredda. Innesto spinale di Mekhallix
Narrator:“Il ricordo non chiese il permesso.”
Panel 2:Visione soggettiva di Mekhallix: un ricordo incompleto mostrato come un'immagine frammentata e dai bordi bruciati. Una porta di legno scuro, socchiusa, con luce gialla che filtra dall'interno. Accanto alla porta, un tavolo da laboratorio con ingranaggi e lenti. Due figure in piedi di fronte al tavolo — una alta, una più piccola — ma i loro volti sono completamente bianchi, cancellati, senza tratti.
Panel 3:Nel ricordo, la figura più piccola — un bambino — si volta verso il punto di vista, ma il volto resta bianco e cancellato. La mano del bambino si allunga verso qualcosa fuori campo, dita aperte. La figura alta rimane immobile di spalle.
Panel 4:Il ricordo si spezza: l'immagine si frantuma come vetro, schegge luminose che si disperdono verso l'alto. Mekhallix è di nuovo nella foresta di cristallo, in ginocchio sul ghiaccio, una mano a terra. Mekhadia è inginocchiata accanto a lui, una mano sulla sua spalla. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: C'era qualcuno. Non riesco a vedere chi. Mekhadia: Non adesso. Alzati.”
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Panel 1:Inquadratura panoramica grandangolare su una vasta pianura di ghiaccio piatto e lucido come uno specchio. Al centro della pianura, una strada dritta e deserta è fiancheggiata da statue di carte da gioco alte quanto un uomo — figure di picche, cuori, fiori e quadri — immobili come sentinelle. Il palazzo della Regina si vede più vicino all'orizzonte, torri nere contro il cielo piombo.
Narrator:“La pianura era sorvegliata. Anche il silenzio era una guardia.”
Panel 2:Mekhadia e Mekhallix si fermano al bordo della pianura, nascosti dall'ultimo albero di cristallo. Mekhadia si sporge leggermente per osservare la strada. Mekhallix le è accanto, spalla al tronco di cristallo, che scruta l'orizzonte.
“Mekhadia: Quelle statue sono guardie? Mekhallix: Forse. Questo posto è tutto congelato.”
Panel 3:In lontananza sulla pianura, tre figure in armatura rossa si muovono lentamente tra le statue. Sono le Guardie Cuorrossa: carte da gioco antropomorfe con uniformi rigide, volti senza espressione, lance in mano. Si muovono in formazione, controllando il terreno intorno alle statue.
Panel 4:Mekhadia e Mekhallix si abbassano rapidamente dietro il tronco di cristallo. Mekhadia porta un dito alle labbra. Mekhallix annuisce, schiena contro il tronco, mano sull'innesto spinale che emette un debole bagliore. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Non ci hanno visti. Mekhallix: Ancora... no”
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Panel 1:Inquadratura larga su un carro di ghiaccio abbandonato ai margini della pianura, seminascosto da un cumulo di neve cristallizzata. Il carro è grande, con ruote bloccate dal ghiaccio e tende laterali di ghiaccio traslucido che pendono come vetri rotti. Mekhadia e Mekhallix si avvicinano di corsa, curvi, tenendo la testa bassa.
Panel 2:Interno del carro: Mekhadia e Mekhallix sono rannicchiati all'interno, tra assi di ghiaccio e oggetti abbandonati cristallizzati. La luce filtra attraverso le pareti traslucide del carro, proiettando ombre blu. Mekhadia tiene il medaglione stretto nel pugno. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Quanto si fermano? Mekhallix: Non ho idea. Non ho mai studiato le guardie-carta.”
Panel 3:L'innesto spinale di Mekhallix si illumina bruscamente con un bagliore azzurro forte. Mekhallix stringe i denti e preme entrambe le mani sulla schiena, tentando di contenere la reazione. Mekhadia lo vede e si irrigidisce. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: No. No, no, no.”
Panel 4:Mekhadia si lancia verso Mekhallix e copre l'innesto spinale con il proprio mantello, avvolgendolo attorno alla schiena di lui per schermare la luce. Mekhallix è sorpreso, gli occhi spalancati. Fuori dal carro, attraverso la parete traslucida, si vedono le sagome delle Guardie Cuorrossa che passano lentamente. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Fermo. Non muoverti.”
Panel 5:Le sagome delle Guardie Cuorrossa si allontanano oltre la parete traslucida del carro. Mekhadia e Mekhallix rimangono immobili, lui ancora avvolto nel mantello di lei. Entrambi trattengono il respiro. Il bagliore dell'innesto si affievolisce lentamente. Innesto spinale di Mekhallix
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Panel 1:Interno del carro di ghiaccio. Mekhallix è appoggiato alla parete, le gambe distese, il viso pallido e sudato. Mekhadia è seduta accanto a lui, il mantello ancora sulle sue spalle. L'innesto emette una luce flebile e irregolare. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Quanto durano di solito? Mekhallix: Le crisi? Abbastanza.”
Panel 2:Mekhallix si china di lato con fatica e fruga nella tasca della giacca. Estrae un piccolo pezzo di carta piegato, spiegazzato e con i bordi congelati — una pagina strappata da un taccuino. Al centro della pagina è visibile un simbolo: una spirale con una freccia che punta verso l'alto, circondata da linee geometriche.
“Mekhallix: L'ho trovata nel ghiaccio. Prima che arrivassero le guardie.”
Panel 3:Primo piano sulla pagina del taccuino nella mano di Mekhallix. Il simbolo — spirale con freccia e linee geometriche — è chiaramente visibile. Attorno al simbolo ci sono annotazioni scritte a mano in piccolo, parzialmente cancellate dal ghiaccio.
Panel 4:Mekhadia prende la pagina con entrambe le mani e la studia, avvicinandola al viso. La sua espressione è concentrata. Mekhallix la osserva appoggiato alla parete, esausto ma attento.
“Mekhadia: Questo simbolo. L'ho già visto. Mekhallix: Anch'io. Era sui progetti. E sul palazzo.”
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Panel 1:Inquadratura larga sul terreno fuori dal carro. Il ghiaccio sotto i piedi di Mekhadia e Mekhallix — che sono appena usciti dal carro — si incrina con una ragnatela di linee nere che si allarga rapidamente. Il terreno emette una luce viola scuro dalle crepe.
“Mekhallix: Il ghiaccio cede.”
Panel 2:La fenditura si apre: una spaccatura larga un metro che rivela un vuoto scuro e luminescente, con bordi di ghiaccio viola e frammenti di spazio che sembrano specchi rotti che riflettono luoghi diversi. Mekhadia e Mekhallix balzano indietro su lastre separate, cercando l'equilibrio.
“Mekhadia: Non guardare giù. Mekhallix: Non guardo giù.”
Panel 3:Mekhadia afferra il medaglione a cuore con la mano destra. La gemma azzurra si illumina con un raggio direzionale stabile che punta verso una zona di ghiaccio solido alla sua sinistra — una lastra larga e ferma. Mekhadia allunga il braccio sinistro verso Mekhallix, che è sulla lastra opposta. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Il medaglione indica quella lastra. Salta. Adesso.”
Panel 4:Mekhallix salta attraverso la fenditura. La lastra su cui atterrisce tiene. Mekhadia lo afferra per il polso mentre lui atterra, aiutandolo a stabilizzarsi. La fenditura continua ad allargarsi sotto di loro, ma la lastra dove si trovano rimane stabile. Medaglione a cuore di Mekhadia
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Panel 1:Dalla fenditura emerge una massa d'ombra: non una figura intera, ma artigli lunghi e scuri che si allungano sul bordo del ghiaccio, con frammenti luminosi intrappolati nella massa — volti, oggetti, luoghi — che pulsano e si deformano. La presenza è parziale, come qualcosa che spinge attraverso una porta stretta.
Narrator:“Non era ancora qui. Ma cercava il modo di esserlo.”
Panel 2:Gli artigli d'ombra di Ombrafauce si allungano verso Mekhallix. Dai frammenti intrappolati nella massa emerge per un secondo l'immagine del laboratorio dell'infanzia — la porta di legno, le due figure indistinte — proiettata nell'aria sopra la fenditura. Mekhallix fissa l'immagine con gli occhi spalancati, il corpo che si inclina impercettibilmente verso la fenditura. Innesto spinale di Mekhallix
Panel 3:Primo piano sul volto di Mekhallix: gli occhi fissi sull'immagine del ricordo, le pupille dilatate, la bocca aperta. Un arto d'ombra si avvicina alla sua mano sinistra, sfiorandola senza ancora toccarla.
Panel 4:Mekhadia afferra Mekhallix per le spalle con entrambe le mani e lo tira con forza all'indietro, lontano dal bordo. Il suo volto è rivolto verso di lui, non verso la fenditura. La sua espressione è decisa e diretta. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Mekhallix. Guardami.”
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Panel 1:Primo piano sul volto di Mekhallix che si volta verso Mekhadia. Gli occhi tornano a mettere a fuoco. Il riflesso viola della fenditura svanisce dalle sue pupille, sostituito dalla luce normale. La sua mascella si stringe.
“Mekhallix: L'ho sentita. Mi stava tirando dentro.”
Panel 2:Mekhadia è di fronte a Mekhallix, le mani ancora sulle sue spalle. Lo guarda direttamente negli occhi. La sua espressione è ferma ma non priva di calore. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Lo so. Per questo sono qui.”
Panel 3:Mekhadia si volta verso la fenditura, il medaglione in mano. Mekhallix si posiziona al suo fianco, spalla a spalla. Entrambi guardano il varco aperto. La luce della gemma azzurra del medaglione si intensifica. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhallix: Come la chiudiamo? Mekhadia: Insieme. Il medaglione ha fatto cose più strane.”
Panel 4:Mekhadia preme il medaglione con il palmo aperto verso la fenditura. Mekhallix posa la sua mano sopra quella di Mekhadia. Il raggio azzurro della gemma colpisce il bordo della fenditura. La luce viola si incrina e si ritrae, i bordi della spaccatura nel ghiaccio cominciano a richiudersi lentamente, le crepe nere che si sigillano partendo dall'esterno verso il centro. Medaglione a cuore di Mekhadia Innesto spinale di Mekhallix
Panel 5:La fenditura è quasi chiusa: una linea sottile di luce viola rimane nel ghiaccio, poi svanisce. Mekhadia e Mekhallix abbassano le braccia. Il ghiaccio sotto di loro è di nuovo piatto e grigio, con solo una cicatrice nera sottile a segnare dove era il varco. Entrambi sono esausti — Mekhadia china la testa, Mekhallix appoggia le mani sulle ginocchia. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhallix: Temporaneamente. Mekhadia: Per adesso basta.”
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Panel 1:Inquadratura grandangolare su una città congelata che si erge tra la pianura e il cielo piombo. Le case sono deformate dal ghiaccio: muri gonfi, tetti inclinati, finestre sbarrate da lastre trasparenti. Ogni torre e comignolo è coperto di stalattiti. Sulle facciate, grandi orologi a muro sono fermi tutti sulla stessa ora, lancette bloccate. Mekhadia e Mekhallix si fermano al bordo della strada che porta all'ingresso della città, piccoli davanti all'enormità dell'architettura congelata.
Panel 2:Nell'aria sopra la città, una forma luminosa rossa e tremolante — come un sigillo di cuori che pulsa — proietta la sagoma sfocata della Regina di Cuori. La figura è traslucida, distorta, con la corona visibile e le mani aperte. Intorno alla forma, frammenti di ghiaccio vibrano.
“Regina di Cuori: Le guardie troveranno quei due. Il regno non può aspettare oltre.”
Panel 3:Primo piano sul volto di Mekhadia che guarda verso l'alto con gli occhi stretti. La luce rossa dell'eco si riflette sul suo viso e sul medaglione a cuore sul petto. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Sembra disperata. Mekhallix: Le regine disperate sono pericolose.”
Panel 4:In lontananza, tra i vicoli della città congelata, tre sagome di Guardie Cuorrossa si muovono in formazione. Le loro armature rosse catturano il riflesso dell'eco luminosa. Si dirigono verso l'ingresso della città con passo rigido e uniforme.
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Panel 1:Mekhadia e Mekhallix si muovono curvi lungo il muro esterno di una casa congelata, scivolando all'interno della città attraverso un vicolo stretto. Il ghiaccio sulle pareti è così trasparente che si vedono oggetti intrappolati dentro: un cappotto, una bambola, una lanterna accesa ma immobile nella fiamma.
“Mekhallix: Riparo prima. Poi strada.”
Panel 2:Inquadratura grandangolare su una grande piazza al centro della città. Ogni abitante è immobile nel mezzo di un gesto quotidiano: una donna con il braccio alzato verso una finestra, un uomo con la forchetta a metà strada verso la bocca, due bambini con le braccia aperte in corsa, un venditore con la mano tesa verso un cliente. Tutti cristallizzati nel ghiaccio trasparente, come statue vive. La piazza è silenziosa e perfetta.
Panel 3:Mekhadia si avvicina lentamente a uno degli abitanti congelati — una donna anziana con un cesto di fiori di ghiaccio sul braccio, la bocca aperta come stesse parlando. Mekhadia si ferma a pochi centimetri e la osserva in faccia, espressione seria.
“Mekhadia: Erano vivi quando si sono fermati?”
Panel 4:Mekhallix è in piedi al centro della piazza, che guarda lentamente intorno a sé, la mano sull'innesto spinale. L'innesto emette un debole bagliore azzurro irregolare. La sua espressione è concentrata e disturbata. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: Questo non è ghiaccio normale. Il tempo si è fermato insieme a loro.”
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Panel 1:Un tremore percorre la piazza: incrinature sottili appaiono nel ghiaccio che ricopre gli abitanti. La luce azzurra pulsa per un secondo. Le figure congelate mostrano piccoli movimenti — le dita si stringono, le bocche si aprono di un millimetro. Mekhadia e Mekhallix si irrigidiscono.
Panel 2:Gli abitanti della piazza parlano per pochi secondi: bocche che si aprono, occhi che si muovono, ma il corpo rimane quasi fermo. Il venditore gira la testa, la donna anziana abbassa lo sguardo. Le voci escono come echi sovrapposti, simultanee e confuse.
“Mekhadia: Stanno parlando.”
Panel 3:Primo piano su tre volti di abitanti congelati che parlano contemporaneamente, bocche aperte, occhi spalancati. Le loro parole appaiono come frammenti di testo disordinati intorno a loro, sovrapposti.
“Mekhadia: La Regina... i ricordi... Mekhallix: Il palazzo... consuma...”
Panel 4:Il tremore cessa. Le figure tornano immobili. Il ghiaccio si richiude. La piazza è di nuovo silenziosa e perfetta come prima. Solo Mekhadia e Mekhallix si guardano in mezzo alla quiete.
“Mekhallix: Hanno detto qualcosa su ricordi consumati. Mekhadia: E sul palazzo.”
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Panel 1:Dall'imbocco della piazza entrano quattro Guardie Cuorrossa in formazione. Le loro armature rosse riflettono la luce azzurra del ghiaccio. Le lance sono abbassate. Le teste si girano sistematicamente da un lato all'altro, ispezionando la piazza.
Panel 2:Mekhadia afferra Mekhallix per il polso e lo trascina di corsa verso un vicolo laterale stretto tra due case di ghiaccio. L'innesto spinale di Mekhallix emette un lampo azzurro visibile mentre corre — una scarica luminosa che si propaga lungo i suoi ingranaggi. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Corri.”
Panel 3:Mekhallix corre nel vicolo ghiacciato. L'innesto produce un secondo lampo — una piccola luce azzurra intermittente sulla schiena, visibile attraverso la giacca scura. Lui stringe i denti, il viso contratto, ma non si ferma. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: L'innesto si vede da lontano così. Mekhadia: Lo so. Corri lo stesso.”
Panel 4:Le Guardie Cuorrossa si voltano nella direzione del lampo azzurro. Una di esse alza la lancia e indica il vicolo. Le altre si mettono in movimento verso quella direzione.
“Guardia Cuorrossa: fermi in nome della regina”
Panel 5:Mekhadia e Mekhallix corrono a fondo vicolo, svoltando angoli ciechi. Le pareti di ghiaccio intorno a loro riflettono i loro movimenti in decine di immagini distorte. Il palazzo della Regina è visibile in lontananza oltre i tetti congelati.
“Mekhallix: A destra. per di qui Mekhadia: no A sinistra.”
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Panel 1:Mekhallix si ferma di scatto appoggiandosi a un muro di ghiaccio. Le gambe cedono e scivola verso il basso fino a toccare terra con un ginocchio. L'innesto spinale emette una scarica continua di luce azzurra intensa, visibile attraverso tutta la giacca. Il suo viso è pallido, gli occhi semichiusi. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: ah puff mi .. dev..o..fermare”
Panel 2:Mekhadia si inginocchia accanto a Mekhallix. Lo guarda in faccia, poi si volta a controllare il fondo del vicolo — nessuna guardia ancora visibile. Poi torna a guardare Mekhallix. Passa il suo braccio sotto quello di lui senza esitare.
“Mekhallix: Lasciami qui. Mekhadia: No.”
Panel 3:Mekhadia trascina Mekhallix in piedi, tenendolo con un braccio passato sotto le sue spalle. Lui è mezzo sorretto, i piedi che trascinano sul ghiaccio. Lei guarda avanti, gli occhi che cercano un'uscita. In fondo al vicolo, una porta di legno marcio si intravede tra due case di ghiaccio — l'unico materiale non congelato nella strada.
“Mekhadia: Quella porta. Andiamo.”
Panel 4:Le Guardie Cuorrossa entrano nell'imbocco del vicolo. Avanzano lentamente, le lance orizzontali, le teste che si girano. Il vicolo è vuoto davanti a loro — Mekhadia e Mekhallix sono già scomparsi. Le guardie si fermano, scrutano il fondo vuoto.
“Guardia Cuorrossa: ... scappati”
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Panel 1:Interno di un teatro abbandonato. Mekhadia e Mekhallix entrano attraverso la porta di legno. Lo spazio è vasto e congelato: poltrone di velluto ricoperte di ghiaccio, un palco sollevato avvolto in sipari pesanti e bianchi per il gelo, lampadari di cristallo immobili. Tutto è fermo e silenzioso. Mekhadia sorregge ancora Mekhallix.
Panel 2:Su un tavolo di legno al centro del corridoio tra le poltrone, una grande tazza colorata — arancione con pois verdi — oscilla lentamente da sola, senza che nessuno la tocchi. Il movimento è regolare, quasi ipnotico. Nessun altro oggetto intorno si muove.
“Mekhadia: Quella tazza si muove. Mekhallix: Sì. Non è un buon segno”
Panel 3:Dal palco, tra i sipari pesanti e congelati, sale una colonna di vapore bianco caldo. La nebbia si espande lentamente verso la platea. Tra i fili di vapore, una sagoma si materializza: un uomo con un enorme cilindro colorato, capelli arancioni che spuntano disordinati, giacca a pois sgargiante. Il Cappellaio Matto avanza verso di loro con le braccia aperte, un sorriso enorme.
“Cappellaio Matto: Ospiti! Finalmente qualcuno di vivo.”
Panel 4:Primo piano sul volto del Cappellaio Matto: occhi brillanti e vivaci, sorriso enorme, il cilindro inclinato su un lato. Guarda Mekhallix con interesse specifico — i suoi occhi si abbassano verso l'innesto spinale che ancora lampeggia debolmente. Innesto spinale di Mekhallix
“Cappellaio Matto: Quello sulla schiena è un problema. Ho gli strumenti giusti per i problemi sbagliati.”
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Panel 1:Il Cappellaio Matto ha disposto Mekhallix seduto su una poltrona di velluto ghiacciato. Intorno a lui, su un tavolino improvvisato, il Cappellaio ha allineato una serie di oggetti improbabili: un cucchiaino da tè, un orologio da tasca rotto, una bobina di filo dorato, un imbuto rovesciato, una lente di ingrandimento con manico a spirale. Il Cappellaio esamina la schiena di Mekhallix con la lente, il naso a pochi centimetri dalla piccola luce azzurra intermittente sulla sua schiena.
“Mekhallix: Cosa stai facendo esattamente? Cappellaio Matto: Medicina teatrale.”
Panel 2:Il Cappellaio avvolge il filo dorato attorno alla schiena di Mekhallix, poi inserisce il cucchiaino e ruota delicatamente. La luce azzurra sulla schiena di Mekhallix si stabilizza, da irregolare a costante. Mekhallix apre gli occhi più ampi, sorpreso. Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhallix: Ha funzionato. Cappellaio Matto: Provvisoriamente. Come tutto il meglio. ho visto sua maestà comunque”
Panel 3:Mekhadia è in piedi accanto alla poltrona, le braccia incrociate, che guarda il Cappellaio con un misto di sollievo e scetticismo. Il Cappellaio si raddrizza e sistema il cilindro sulla testa con aria soddisfatta.
“Mekhadia: Hai detto che hai visto la Regina. Cappellaio Matto: L'ho vista preparare la corte. Un'operazione. Pericolosa.”
Panel 4:Il Cappellaio Matto abbassa la voce e si avvicina a Mekhadia. Il suo sorriso rimane ma i suoi occhi diventano più seri, fissi nei suoi. Con un dito indica verso l'alto — nella direzione del palazzo.
“Cappellaio Matto: Vuole qualcosa dall'innesto. Qualcosa che non dovrebbe toccare.”
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Panel 1:Il Cappellaio Matto srotola un lungo pezzo di tela dipinta — chiaramente una scenografia teatrale usata come mappa. La tela mostra il regno di Wonderland disegnato con stile naif e teatrale: palazzi stilizzati, foreste indicate con alberi di cartone, frecce e percorsi tracciati in inchiostro colorato. La mappa è appesa verticalmente a un gancio del palco.
“Cappellaio Matto: La mappa del regno. Scenografia dell'atto terzo, ma funziona.”
Panel 2:Primo piano sulla mappa teatrale. Al centro è disegnato il palazzo della Regina con una grande corona rossa. Tra la posizione attuale e il palazzo, una zona è indicata con blocchi quadrati di colore blu scuro sovrapposti l'uno all'altro, come mattoni. Una freccia curva li aggira, più lunga. Un'altra freccia va dritta attraverso i blocchi, più corta ma segnata con un punto esclamativo rosso.
“Cappellaio Matto: La via più breve passa qui. Tempo congelato in blocchi solidi.”
Panel 3:Mekhallix è in piedi davanti alla mappa, un dito che segue la freccia più corta attraverso i blocchi. La sua espressione è concentrata e analítica. Mekhadia è al suo fianco, gli occhi che si spostano tra la mappa e il volto di Mekhallix.
“Mekhallix: Tempo solido. Cosa significa? Cappellaio Matto: Neve ferma. Gocce ferme. Tutto fermo tranne voi.”
Panel 4:Mekhadia guarda il Cappellaio con espressione diretta. Il Cappellaio annuisce una volta, il cilindro che oscilla sul capo.
“Mekhadia: Ci fa guadagnare tempo sulle guardie. Cappellaio Matto: Esatto. Non è confortevole, però.”
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Panel 1:Dalle quinte laterali del palco — un'apertura tra i sipari pesanti — scivola verso l'interno una massa d'ombra sottile e piatta, come fumo nero che striscia sul pavimento. Non ha forma definita, ma si muove con direzione precisa verso il centro del teatro. Frammenti luminosi pulsano dentro la massa.
Panel 2:Dal frammento d'ombra emergono suoni che si materializzano come onde visibili nell'aria: la voce di una donna adulta, calda e familiare, e la voce di un bambino piccolo. Le onde sonore hanno la forma di sagome luminose vaghe — non figure complete, solo contorni di voci. Mekhallix si gira di scatto verso le quinte, il corpo rigido.
“Mekhallix: Quella voce. Mekhadia: Non è reale. Non andare.”
Panel 3:Il Cappellaio Matto balza sul palco con agilità sorprendente. Afferra due corde appese alle quinte e tira con forza: un'enorme scenografia dipinta — un cielo notturno con stelle finte — crolla di fronte all'ombra, separandola dal resto del teatro. L'ombra si ferma, le onde sonore si distorcono contro la tela dipinta.
“Cappellaio Matto: Le scenografie sono per questo!”
Panel 4:Il Cappellaio Matto tira una seconda corda e fa cadere un sipario rosso pesante sopra la prima tela. Poi un terzo — un fondale di carta con foreste dipinte. Gli strati si sovrappongono, creando una barriera caotica di tessuti e scenografie tra l'ombra e i protagonisti. L'ombra si divide in rivoli che cercano aperture ma vengono rallentati da ogni strato.
“Cappellaio Matto: Sipario uno! Sipario due! Sipario tre! Bis!”
Panel 5:Mekhadia e Mekhallix sono ai lati opposti del palco, che guardano i rivoli d'ombra che cercano di aggirare la barriera. Mekhadia tiene il medaglione in mano, la gemma azzurra che si illumina. Mekhallix ha gli occhi fissi sulla barriera, la mascella stretta, la mano sull'innesto stabile. Medaglione a cuore di Mekhadia Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Non regge a lungo. Mekhallix: Lo so. Idea?”
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Panel 1:Mekhadia punta il medaglione verso i rivoli d'ombra che emergono ai bordi della barriera di sipari. Il raggio azzurro della gemma colpisce i rivoli e li spinge indietro, non distruggendoli ma comprimendoli verso il centro. Mekhallix, al suo fianco, afferra una delle corde delle quinte e tira: un altro fondale cade, sigillando un'apertura laterale. Medaglione a cuore di Mekhadia
Panel 2:Il Cappellaio Matto afferra l'ultimo sipario — un pesante telo di velluto bordeaux — e lo getta sull'ultimo rivolo d'ombra che strisciava sul pavimento. Il telo lo schiaccia contro il suolo. L'ombra si contrae, i frammenti luminosi dentro di essa si spengono uno a uno. La massa si riduce, si ritira verso le quinte e scompare.
“Cappellaio Matto: Fuori dal mio teatro.”
Panel 3:Silenzio. Il teatro è di nuovo immobile. I tre sono in piedi tra i sipari accatastati e le scenografie cadute. Mekhadia abbassa il medaglione. Mekhallix appoggia le mani sulle ginocchia. Il Cappellaio sistema il cilindro sul capo con soddisfazione.
“Mekhadia: Funziona senza affrontarla direttamente. Cappellaio Matto: Non si combatte il buio. Si accende una luce.”
Panel 4:Il Cappellaio Matto fruga nella tasca interna della giacca a pois e ne estrae una chiave di ottone grande e ornata, con la testa a forma di maschera teatrale — metà sorridente, metà seria. La porge a Mekhadia con una piccola inchino formale.
“Cappellaio Matto: La chiave scenica. Apre la via del palazzo. Mekhadia: Come lo sai?”
Panel 5:Primo piano sul volto del Cappellaio Matto. Il sorriso è rimasto, ma i suoi occhi brillanti fissano Mekhadia con un'espressione che non è più comica. La sua voce è seria, il cilindro fermo per una volta.
“Cappellaio Matto: Perché l'ho fatta io. Molto tempo fa.”
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Panel 1:Inquadratura grandangolare sull'uscita laterale del teatro abbandonato. Mekhadia, Mekhallix e il Cappellaio Matto escono da una porta di legno scrostata in un vicolo stretto. Il cielo sopra di loro è grigio piombo e immobile. In lontananza, oltre i tetti congelati, si vede il profilo del palazzo della Regina — torri nere con punte affilate. Il Cappellaio indica la direzione con un dito lungo mentre cammina accanto ai due protagonisti.
“Cappellaio Matto: Il confine del tempo solido è a nord. Passate in mezzo. Non fermatevi.”
Panel 2:Il Cappellaio Matto si ferma di colpo e si gira verso i due protagonisti. Il suo sorriso è ancora presente ma i suoi occhi brillanti sono seri. Tiene il cilindro con entrambe le mani come se stesse per toglierlo. Mekhadia e Mekhallix si voltano verso di lui, espressioni interrogative.
“Cappellaio Matto: Io resto qui. Mekhadia: Cosa?”
Panel 3:Il Cappellaio Matto indica con il pollice oltre la spalla, verso la direzione da cui vengono le guardie. In lontananza nel vicolo, tre sagome rosse di guardie di carta avanzano lentamente. Il Cappellaio ha un'espressione allegra e teatrale, le braccia allargate come un attore sul palco.
“Cappellaio Matto: Le guardie mi conoscono. Mi seguiranno ovunque vada.”
Panel 4:Primo piano su Mekhadia. Il suo viso mostra gratitudine trattenuta — mascella stretta, occhi lucidi ma non piangenti, le labbra chiuse. Mekhallix le è accanto, la mano posata brevemente sulla spalla del Cappellaio Matto in un gesto rapido e diretto.
“Mekhallix: Sei sicuro? Cappellaio Matto: Non lo sono mai. È il bello.”
Panel 5:Il Cappellaio Matto si volta di schiena ai protagonisti e avanza a grandi passi verso le guardie, le braccia spalancate, il cilindro che oscilla vistosamente. Mekhadia e Mekhallix lo guardano allontanarsi. La sua sagoma colorata e sgargiante contrasta con il grigio del vicolo ghiacciato. Loro si girano nella direzione opposta e cominciano a correre.
“Cappellaio Matto: Guardie! Ho del tè fresco!”
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Panel 1:Inquadratura grandangolare su una pianura aperta dove il tempo si è solidificato. Fiocchi di neve sono sospesi nell'aria a mezz'altezza, immobili come polvere di vetro. Gocce d'acqua di una fontana rotta sono ferme in archi precisi. Tre campane di ghiaccio pendono da un arco di pietra congelata, immobili. Mekhadia e Mekhallix entrano nella scena dal bordo sinistro, piccoli rispetto alla vastità dello spazio immobile.
Panel 2:Mekhadia solleva una mano e sfiora con un dito un fiocco di neve sospeso nell'aria. Al contatto, il fiocco vibra e dal punto di contatto si irradia un lampo di luce azzurra sottile. Intorno al fiocco appaiono per un secondo frammenti luminosi — sagome di figure indefinite, come fotogrammi sovrapposti. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhadia: Ogni passo lascia un'impronta nei ricordi. Mekhallix: Non toccare troppo.”
Panel 3:Mekhadia e Mekhallix camminano tra i fiocchi sospesi. Ad ogni passo di Mekhallix, intorno a lui appaiono per frazioni di secondo sagome luminose sfocate — mani, volti parziali, figure incomplete che svaniscono subito. Lui cammina guardando avanti, il viso concentrato. Innesto spinale di Mekhallix
Panel 4:Inquadratura dall'alto su Mekhadia e Mekhallix che camminano tra gocce d'acqua ferme in archi perfetti e fiocchi di neve immobili. Le loro impronte sul terreno ghiacciato lasciano piccole scie di luce azzurra che svaniscono dopo pochi secondi. Il palazzo della Regina è visibile in lontananza, più vicino ora.
“Mekhallix: Qualcosa di questi ricordi mi appartiene. Mekhadia: Non fermarti a guardarli.”
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Panel 1:Mekhallix si ferma di scatto. I suoi occhi sono spalancati e fissi su un punto nell'aria davanti a lui. Dall'innesto spinale parte una scarica azzurra intensa che si espande in un alone attorno a lui. Nell'alone, come proiettata su una lastra di ghiaccio invisibile, appare una figura luminosa sfocata: una donna con capelli mossi e un abito chiaro, di spalle. Il volto non è visibile. Mekhadia si ferma un passo dietro di lui. Innesto spinale di Mekhallix
Panel 2:Primo piano sulla figura luminosa sfocata nell'aria. È chiaramente una donna adulta — capelli mossi, spalle curve in avanti come se stesse scrivendo o costruendo qualcosa. Il volto rimane girato di tre quarti e sfocato, irriconoscibile. Intorno alla figura, frammenti di luce si disperdono come polvere dorata. Innesto spinale di Mekhallix
Panel 3:Mekhallix allunga una mano verso la figura luminosa. I suoi occhi sono fissi, la bocca socchiusa. La figura comincia a dissolversi ai bordi, i contorni che si sfrangiano verso l'esterno come fumo.
“Mekhallix: Quella figura... La conosco.”
Panel 4:Mekhadia afferra la mano di Mekhallix con entrambe le sue. La stretta è ferma e decisa. Lui si gira verso di lei, gli occhi ancora disorientati ma che tornano a mettere a fuoco il suo viso. La figura luminosa alle loro spalle è quasi completamente svanita. Mekhadia lo guarda dritto negli occhi.
“Mekhadia: Sei qui. Con me.”
Panel 5:Mekhallix guarda le loro mani intrecciate. Poi solleva lo sguardo verso il palazzo in lontananza. La sua espressione è tornata concentrata e stabile, anche se una piega tra le sopracciglia tradisce il turbamento. Mekhadia non lascia ancora la sua mano.
“Mekhallix: Non riuscivo a vedere il volto. Mekhadia: Lo so.”
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Panel 1:Mekhadia e Mekhallix escono dalla zona del tempo solido su una strada larga e pavimentata di lastre di ghiaccio scuro — la strada reale che conduce al palazzo. Il palazzo è ora molto più vicino, le sue torri nere e aguzze che si stagliano contro il cielo grigio. Al centro della strada, una grande Guardia Cuorrossa solitaria è ferma come un monolite, la lancia verticale, lo scudo rotondo con il simbolo del cuore rivolto verso di loro — testa a forma di cuore rosso, pelle rossa, corona ornata, tunica con motivi a cuore, calzamaglia arlecchino.
Panel 2:La Guardia Cuorrossa abbassa la lancia orizzontalmente, bloccando il passaggio. Il suo volto da carta da gioco è inespressivo, gli occhi dipinti fissi in avanti. La lancia è lunga e copre tutta la larghezza della strada.
Panel 3:Mekhadia e Mekhallix si scambiano uno sguardo rapido. Lei abbassa appena il mento — un cenno. Lui risponde con un sopracciglio alzato e poi annuisce. Nessuno dei due parla. Il linguaggio del corpo mostra un accordo immediato e senza parole.
Panel 4:Mekhallix si sposta a destra e attira l'attenzione della guardia facendo rumore con uno stivale sul ghiaccio. La guardia si gira verso di lui, la lancia che segue il movimento. In quello stesso istante Mekhadia scivola a sinistra, veloce e bassa, passando sotto il bordo dello scudo. Il medaglione a cuore oscilla sul suo petto mentre corre. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhallix: Ehi. Bella lancia.”
Panel 5:Mekhadia è già dall'altro lato della guardia. Si volta e tende una mano verso Mekhallix. Lui si abbassa, scivola sul ghiaccio passando tra le gambe della guardia mentre questa si gira confusa, e afferra la mano di Mekhadia. I due riprendono a correre verso il palazzo. La guardia rimane ferma al suo posto, la lancia che punta nel vuoto.
“Mekhadia: Funziona meglio insieme. Mekhallix: Non dirlo come se fosse una sorpresa.”
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Panel 1:Mekhadia e Mekhallix corrono lungo la strada reale. Ai lati della strada, alti pannelli di ghiaccio trasparente riflettono le loro figure distorte. Ogni pannello ha una superficie levigata come uno specchio. Il palazzo è ora vicinissimo, le porte visibili in fondo alla strada.
Panel 2:Uno degli specchi di ghiaccio si illumina dall'interno di una luce rossa pulsante. Il riflesso di Mekhadia scompare e al suo posto appare la figura della Regina di Cuori — non un riflesso, ma una proiezione reale. La Regina è in piedi, la corona in testa, le mani giunte davanti. Il suo viso è stanco, più vecchio di come appare di solito. Le occhiaie sono marcate.
“Regina di Cuori: Vi vedo. Non scappate.”
Panel 3:Primo piano sul volto della Regina di Cuori nello specchio. La sua espressione non è di rabbia — è di stanchezza e urgenza. La corona è leggermente inclinata. Le labbra sono strette ma tremano appena. I suoi occhi fissano Mekhadia direttamente attraverso il vetro.
“Regina di Cuori: Il regno sta cedendo. Non ho più tempo.”
Panel 4:Mekhadia si è fermata davanti allo specchio. Guarda la Regina negli occhi attraverso il ghiaccio. Il medaglione a cuore sul suo petto emette una luce azzurra debole in risposta alla luce rossa dello specchio. Mekhallix è fermo un passo indietro, la mano sull'innesto, che osserva la scena. Medaglione a cuore di Mekhadia
“Regina di Cuori: Avanzate. Vi aspetto. Mekhadia: Perché dovremmo fidarci?”
Panel 5:La luce rossa nello specchio si affievolisce. Il volto della Regina svanisce lentamente, ma l'ultima cosa a sparire sono i suoi occhi — aperti e stanchi. Lo specchio torna a riflettere solo la strada grigia. Mekhadia e Mekhallix si guardano. Poi riprendono a camminare verso il palazzo.
“Regina di Cuori: Perché non ho più nessun altro.”
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Panel 1:Inquadratura grandangolare sul cortile esterno del palazzo della Regina. Le mura sono alte e nere, coperte di ghiaccio grigio. Le grandi porte del palazzo sono al centro della scena — porte doppie di metallo scuro con decorazioni a cuore, ma coperte da crepe nere ramificate come radici o fulmini congelati. Le crepe irradiano dal centro verso i bordi. Mekhadia e Mekhallix si fermano nel cortile, piccoli davanti alle porte enormi.
Panel 2:Primo piano sul medaglione a cuore sul petto di Mekhadia. La gemmina azzurra pulsa con intensità crescente — lampi rapidi e irregolari, più violenti di prima. La catenina vibra visibilmente. Il medaglione sembra respingere qualcosa o reagire a una presenza. Medaglione a cuore di Mekhadia Innesto spinale di Mekhallix
“Mekhadia: Il medaglione non si ferma.”
Panel 3:Mekhallix porta una mano alla schiena. Una luce azzurra intermittente brilla intensamente dal punto dove l'innesto si trova, più intensa del normale. Lui stringe i denti, il corpo rigido ma in piedi. Mekhadia si avvicina e posa una mano sul suo braccio. Innesto spinale di Mekhallix Medaglione a cuore di Mekhadia
“Mekhallix: L'innesto sente qualcosa dentro. Mekhadia: Anche il medaglione.”
Panel 4:Inquadratura ravvicinata sulle crepe nere delle porte del palazzo. Le crepe pulsano debolmente, come se qualcosa le attraversasse dall'interno. Lungo i bordi delle crepe, piccoli frammenti di ghiaccio nero cadono in silenzio sul pavimento del cortile.
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Panel 1:Da un camino laterale del cortile esterno del palazzo scende una colonna di vapore colorato — arancione, verde, bordeaux — che si espande sul pavimento di ghiaccio. Dal vapore emerge il Cappellaio Matto, il cilindro ammaccato su un lato e la giacca a pois strappata in un punto, ma con il sorriso intatto e le braccia allargate. Mekhadia e Mekhallix si voltano verso di lui con espressioni incredule.
“Cappellaio Matto: Guardie lente. Tè veloce.”
Panel 2:Il Cappellaio Matto si avvicina rapidamente ai due e abbassa la voce, anche se il suo tono rimane teatrale. Con un dito indica le crepe nere sulle porte del palazzo. Il suo sorriso si restringe leggermente — non scompare, ma diventa più misurato.
“Cappellaio Matto: Dentro c’è qualcosa che la Regina non controlla. Fate attenzione alla corte”
Panel 3:Mekhallix guarda il Cappellaio con un sopracciglio alzato. Il Cappellaio tira fuori dalla tasca interna della giacca un piccolo oggetto — un orologio da tasca rotto, con le lancette che girano al contrario — e lo porge a Mekhallix. Mekhallix lo prende e lo guarda, perplesso.
“Mekhallix: Cosa dovrei farne? Cappellaio Matto: Non lo so. Ma tienilo.”
Panel 4:Un boato sordo scuote il cortile. Le porte del palazzo si aprono dall'interno — lentamente, le due ante che si separano verso l'esterno, spinte da qualcosa che non si vede. Le crepe nere sulle porte vibrano. Dall'interno del palazzo filtra una luce rossa calda. Mekhadia, Mekhallix e il Cappellaio Matto si voltano verso le porte aperte.
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Panel 1:Mekhadia e Mekhallix si fermano sulla soglia delle porte aperte. Davanti a loro si apre un corridoio alto e stretto, le pareti di pietra nera ricoperte di motivi a cuore intarsiati in rosso. Il pavimento è di ghiaccio scuro lucido. In fondo al corridoio, una luce rossa più intensa indica una sala. Il Cappellaio Matto è rimasto fuori, oltre le porte.
“Cappellaio Matto: Buona fortuna. E buon tè, se capita.”
Panel 2:Mekhadia e Mekhallix entrano nel corridoio. I loro passi risuonano sul pavimento di ghiaccio. Il medaglione a cuore di Mekhadia emette una luce azzurra continua e stabile. L'innesto spinale di Mekhallix risponde con la sua luce azzurra. I due bagliori si sovrappongono mentre camminano affiancati.
Panel 3:Inquadratura grandangolare sulla sala del trono della Regina. È una sala enorme con soffitto a volta altissimo. Le pareti sono coperte di specchi di ghiaccio rosso che riflettono la luce in mille direzioni. Al centro della sala, strumenti meccanici e dispositivi di misurazione sono disposti in cerchio — tubi di ottone, sfere di cristallo, catene di ingranaggi. Figure piatte a forma di cuore rosso con dettagli grafici bianchi e neri da carta da gioco — braccia e gambe sottili, uniformi da guardia e lance — sono immobili ai lati della sala come carte viventi. In fondo alla sala, davanti al trono, la Regina di Cuori è in piedi, la schiena dritta, la corona in testa, le mani incrociate davanti. Il suo viso è rivolto verso l'ingresso. Mekhadia e Mekhallix si fermano sulla soglia della sala, piccoli rispetto alla vastità dello spazio.
Panel 4:Primo piano sul volto della Regina di Cuori. Il suo sguardo è diretto e fisso su Mekhadia. La sua espressione non è di trionfo né di rabbia — è di qualcuno che ha aspettato a lungo e sa che il momento è arrivato. Le labbra sono chiuse. La corona proietta un'ombra rossa sul suo viso.
“Regina di Cuori: Siete arrivati.”
Panel 5:Inquadratura finale in campo lungo sulla sala del trono. Mekhadia e Mekhallix sono in primo piano di schiena, affiancati, che guardano la Regina in fondo alla sala. Tra loro e la sovrana, la distanza della sala è piena di strumenti, specchi e figure piatte a forma di cuore rosso con dettagli grafici bianchi e neri da carta da gioco — braccia e gambe sottili, uniformi da guardia e lance — immobili come carte viventi. Il medaglione di Mekhadia brilla azzurro. L'innesto di Mekhallix risponde. La Regina li guarda. Le porte alle loro spalle si richiudono lentamente. Medaglione a cuore di Mekhadia Innesto spinale di Mekhallix


